Friday, January 06, 2006

altro da me



un personaggio così speculare a me non pensavo esistesse....quando l'ho conosciuto a berchidda, così, di sfuggita, non mi ero reso conto di quanto fossimo vicini. me ne sono accorto quando ho iniziato a sentirlo per telefono ed a scoprire il nostro lato più profondo, che in realtà teniamo veramente nascosto, e sveliamo a poche persone. luca ha una sorella di nome marta, come me, un padre professore, come il mio, una ragazza che tanto gli trasmetteva di nome sara, come me. poi questa sara lui l'aveva idealizzata, non so se come me. una volta sono andato a trovarlo a oristano per pasquetta, e lui era confuso, poi l'ho visto davanti alla pizza di mia madre, ed era ispirato, poi l'ho visto rilassato, ed era montepetrosu, ed era l'altro giorno, ed era in forma. l'ho visto un luglio suonare la tromba a roma alle tre del mattino, e ridere da non poterne più. l'ho visto bere un vermentino in pausa dalla sua piazza del popolo, ed essere sempre pacato e tranquillo, e giusto e posato, e calcolatore. l'ho visto piangere poi a termini e di nuovo davanti alla periferia della capitale, che mi sembrava così grande soltanto in quel maggio, e toglieva il fiato e poi ce lo ridava di colpo e noi stavamo lì che ci si strozzava. l'ho visto che avrei voluto tenergli la testa e spiegargli che certe cose si aggiustano, certe soluzioni si trovano, certe persone si perdono, certi torti si subiscono, certi amici si guadagnano.
ma gli ho solo scritto questo:

La parola sfiorare
l’ho risentita da poco
e vissuta come nuova,
ma non la consideravo.
Spingersi è pesante,
ignorarsi semplice,
sfiorarsi equilibrato.

La parola sfiorare rende già l’idea della separazione,
la alleggerisce,
ma alla fine ti metti lo stesso le mani sul viso
per non farmi vedere quanto sei fragile questo pomeriggio,
sul terrazzo di Diego.

IN GAMBA, Lù

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