Monday, December 12, 2005

tentativi per un libro



Nei capelli di chi passa,
nei lineamenti di chi si osserva,
tutto estratto a sorte
per valorizzare l’estraneità,
vedo la tua immagine.
Ti immagino grazie ad un accenno di danza,
un profumo di via Indipendenza,
nemmeno reale.
Ma forse no:
ogni volta che ti rivedo sei piccola,
scoraggiata da cose minuscole,
che non sai schiacciare
perché non senti più le gambe.
Si osserva il mare solo per vedere il galleggiante andare giù,
e sentirsi estremamente stupidi
se la speranza è che nessuno ci si impigli.
L’esigenza invece è un’altra cosa.

1 comment:

kdjans said...

cronache romane notturne di tan-gotan
serenamente psicotrope.
buio sta al buio
scruta
l'occhio leggermente iniettato di sangue.
legge luce.
dormi leggero fratè
bella..

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