Thursday, May 27, 2010

on your way back home.

Oh baby why do I miss you like I do
Oh I miss my sweet
And the birds all singing blue
And white
And white

Call me on your way back home, dear
Cause I miss you
Honey I ain't nothing new

Oh baby why did I treat you like I did
Honey I was just a kid
Bubblegum on my shoe
But you love me and I love you

Call me on your way back home, dear
Cause I miss you

And I just wanna die without you
Oh I just wanna die without you
Yeah I just wanna die without you
Without you Honey I ain't nothing new

Tuesday, May 18, 2010

the national - afraid of everyone.


Then I'm radio and then I'm television
I'm afraid of everyone, I'm afraid of everyone
Lay the young blue bodies, with the old red violets
I'm afraid of everyone, I'm afraid of everyone
With my kid on my shoulders I try
Not to hurt anybody I like
But I don't have the drugs to sort,
I don't have the drugs to sort it out, sort it out

I defend my family with my orange umbrella
I'm afraid of everyone, I'm afraid of everyone
With my shiny new starspangled tennis shoes on
I'm afraid of everyone, I'm afraid of everyone
With my kid on my shoulders I try
Not to hurt anybody I like
But I don't have the drugs to sort,
I don't have the drugs to sort it out, sort it out
I don't have the drugs to sort it out, sort it out

Your voice has stolen my soul, soul, soul

Saturday, May 15, 2010

del piu' e del meno.

e ieri parlando del piu' e del meno Laura mi ha detto che ora sei molto bella.
ed io me lo ricordavo e lo sapevo, infatti.
me lo ricordavo benissimo.

Sunday, May 09, 2010

primomaggio 2010


lo so, lo so che questo post era attesissimo anche se ormai la gente diserta i blog e ostenta i suoi orari di aerobica e cura il suo orto su faccialibro, ma io resto qui, almeno non mi trova nessuno, quasi.
ho provato, negli 8 gg che precedono la data di questo post, a dimenticare, ad evitare di parlare dell'evento peggiore della pessima realta' musicale italiana, il primomaggio, un evento che quest'anno pensavo potesse dare una svolta a tutto, dato che i sindacati hanno inviato la mia indennita' di disoccupazione all'INPS facendo in modo che venisse accolta.
quindi nella mia testa ho pensato che se i sindacati hanno gentilmente ottenuto tutto questo, allora la mia aura di melomane avrebbe potuto generare un bel primomaggio, visto che ogni anno un gruppo accettabile l'ho visto, in mezzo a 90.
ho detto: maddai, magari quest'anno i gruppi bravini saranno due, o tre, o magari due, o magari uno, o magari scopriro' che un gruppo che mi faceva cagare in realta' ha fatto un bel disco, o magari no. insomma, ci credevo, volevo poi poterne raccontare, di questa presunta illuminazione.
invece no.
ho visto un gruppo della mia paterna calabria, i MARVANZA REGGAE SOUND, che non solo nel nome ha la parola reggae come inutile fronzolo, ma si sono presentati tipo in 10 con la seconda vocalist che suonava pure il sax e speravo che lo inghiottisse, e non per averne un piacere sessuale, ma perche' la smettessero con questa lagna.
c'e' ancora gente, alle soglie del 2020, che scrive le canzoncine in levare con due accordi, e chiede al pubblico di ballare.
dal canto suo il pubblico dovrebbe levarsi in un unico urlo verso loro, armato di vanghe come da primomaggio che si rispetti, e salendo sul palco potrebbe anche percuoterli fino a causare l'interruzione della loro attivita' artistica.
e paolo belli allora, che mia madre definisce musicista perche' l'ha visto suonare da panariello, paolo belli a me che non mi sta nemmeno sulle palle perche' cosa gli dici ad un ciccione con le meches, paolo belli presenta i giovani.
e strano che a roma tra i giovani c'e' sempre un gruppo di giovani di roma che vince la possibilita' di suonare al primomaggio, perche' quei cazzo di sindacati se li fanno suonare e sono di roma non gli pagano nemmeno l'albergo, a questi sfigati.
i romani, BUD SPENCER BLUES EXPLOSION, forse non sono nemmeno male, ma uno deve avere come idoli massimi i verdena (che culo!) e non aver ascoltato la musica del mondo, e allora ti piacciono.
se hai ascoltato un po' di musica qua e la, invece, ti chiedi: MA QUESTI!!?!?!?!?!?
facendo un salto arriva CRISTICCHI: quello che canta o cose molto serie o grandissime minchiate....proprio mentre penso che quest'anno non ci saranno i MODENA e gia' gioisco, CRISTICCHI mi attacca BELLA CIAO col coro dei minatori dell'amiata, ed in tre minuti CRISTICCHI per me e' diventato un coglione. e non cambiero' piu' idea, lo so gia'.
poi arrivano alcuni dei MARLENE, tipo il cantante che ora ha i capelli come PACEY quello di dawson's creek, e pensi che la droga l'ha proprio rovinato poverino, pero' poteva anche portarselo via al posto di CHRISTIANE F che in tutta la sua vita berlinese non ha rotto i coglioni a nessuno ed ha scritto un solo libro. e magari nello zoo di berlino, in una bella gabbia, ci potevano mettere lui con manuel agnelli ed il cantante dei subsonica, se proprio non doveva morire perche' e' brutto pensare che la droga possa ucciderlo, il piccolo PACEY.
e voi lo sapete cosa ha poi fatto, PACEY, a DAWSON, con la storia di JOEY....
saltando ancora esce CARMEN CONSOLI...con un simpatico abitino fuoriluogo: come se uno si mettesse un abito di armani per andare alla sagra della cotica.
la presentatrice (che liquido con una battuta di POLDO: piu' che l'IMPACCIATORE mi sembrava soltanto IMPACCIATA) la saluta e si complimenta per il vestito come se invece di essere in piazza con 500mila persone fossero in due in bagno e magari ora si dicono che mascara usano per essere piu' belle, e spiega con piglio colto che Carmen suonera' eccezionalmente il basso, ma io, chissa' come mai, penso che non lo suonera' di sicuro in maniera eccezionale, e mi auguro sia un'eccezione, perche' forse lei di suonare il basso sara' felice, ma io ne restero' confuso.
si, sono cattivo, ma non mi sbaglio.
CARMEN, al concerto numero 6mila, concerto che dovrebbe assicurarle una pensione ENPALS, e magari potrebbe dissuaderla dai 6 dischi che ha dato alle stampe dopo gli unici decenti che sono i primi due e ho detto decenti non belli, attacca questo brano emozionata come una non-professionista, e sbaglia tutto.
ancora ci sono persone che si emozionano sbagliando ogni cosa, mi direbbe qualche femminista a cui piace la CONSOLI: tu, proprio tu, non metterti nei commenti, non vincerai un vibratore, sappilo.
CARMEN fa degli accordi, come a dire CAZZO SUONO IL BASSO FACENDO GLI ACCORDI, TOH CHE BRAVA CHE SONO (ricordiamo che CARMEN pensa tutto in siciliano, traduco per gli utenti), invece brava non e', allora CARMEN potevi andare ai piedi dell'Etna e sperare che la lava si portasse via te, franco battiato, ed anche sgalambro.
ed anche _____________ (da completare a piacimento).
il turno, a questo punto, e' di VINICIO, ed io dovrei essere stanco e spegnere la tv, ma vado avanti.
questo me ne arriva con una tuta da lavoro( come ti vengono in mente, te le consigliano?), accompagnato da un gruppo di 89 elementi la maggior parte dei quali sono musicisti seri e conosciuti dell'area jazz internazionale, e comincia la sua pippa, il suo prezioso lavoro di traduzione di tom waits mischiato al circo di moira orfei: (tom waits per le musiche, moira per le parole, o vicevera, chi lo sa, io non ho mai capito piu' di 8 parole a canzone caposselesca).
mi porta pure un anarchico vecchissimo che suona la sedia per non so quanti brani, poi fa il ballo di san vito e non gli passa, fa il ballo di san vito e non gli passa, fa il ballo di san vito e non ci passa, cazzo.
i salentini al ritmo della taranta saranno stati in delirio, ma nessuno si e' sentito male, e questo non ci fa ben sperare per il prossimo anno.
mi e' piaciuto invece PAOLO NUTINI: e' dovuto venire uno scozzese di origine italiana a farci sentire qualcosa di buono, che secondo me era pure ubriaco perche' a vedere ed ascoltare tutto quel disastro la voglia di bere forte ti viene: NUTINI fa un'esibizione pazzesca, e manda tutti a casa, molti sono gia' a casa, chi era a casa a vedere il concerto invece esca a fare baldoria, ma dopo NUTINI.
sul finire, ho intravisto, con piacere, l'ottimo CLAUDIO LOLLI (col quale anni orsono mi sono caricato una sbronza notevolissima a vino bianco dalle 13 alle 15,30 in zona san donato), ma l'hanno tagliato...no comment sulla lungimiranza della RAI, che da anni mi taglia il musicista piu' interessante, mettendolo intenzionalmente ultimo.
buon primomaggio anche a voi, amici.

Wednesday, May 05, 2010

MG-MD

Mentre dormi ti proteggo e ti sfioro con le dita,
ti respiro e ti trattengo per averti per sempre
oltre il tempo di questo momento.
Arrivo in fondo ai tuoi occhi quando mi abbracci e sorridi
se mi stringi forte fino a ricambiarmi l’anima questa notte senza luna.
Adesso vola tra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare.
Adesso vola.
Le piume di stelle sopra il monte più alto del mondo
a guardare i tuoi sogni arrivare leggeri.
Tu che sei nei miei giorni certezza, emozione.
Nell’incanto di tutti i silenzi che gridano vita
sei il canto che libera gioia, sei il rifugio, la passione.
Con speranza e devozione
io ti vado a celebrare come un prete sull’altare,
io ti voglio celebrare come un prete sull’altare.
Questa notte ancora
vola tra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare.
Adesso vola.
Le piume di stelle sopra il monte più alto del mondo
a guardare i tuoi sogni arrivare leggeri.
Sta arrivando il mattino, stammi ancora vicino,
sta piovendo e non ti vuoi svegliare.
Resta ancora, resta per favore e guarda come
vola tra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare.
Adesso vola.
Le piume di stelle sopra il monte più alto del mondo
a guardare i tuoi sogni arrivare leggeri.
Vooolaaaa…
Adesso vola.
Oltre tutte le stelle, alla fine del mondo,
vedrai, i nostri sogni diventano veri!

Sunday, May 02, 2010

pianificazioni.

io riesco a ragionare meglio quando non mi siete vicini,
perche' ho bisogno di tutelarla, la mia dispersione.
e non e' sempre cosi che va, non con tutti, almeno penso.
d'altro canto, io riesco a capire che mi scrivi tu anche se non ti firmi.
io se non mi guarda nessuno riesco a leggere molto
riesco ad uscire da solo a guardarmi intorno
invece di perdere tempo con me stesso.
se qualcuno mi osserva non riesco a vivere le cose intensamente,
ho bisogno che mi si trascuri, a volte.
io non so perche' sia cosi,
ma e' certo che stiano in questo modo,
adesso,
le mie cose.
allora se vuoi che io ci sia
se vuoi trovarmi,
fai finta di non guardarmi
ed arriva dove sai che ci sono
leggermente.

Tuesday, April 13, 2010

GANDOURA

GANDOURA e' una parola africana nuova che ho trovato in un libro letto di recente.
all'inizio GANDOURA e' un vestito che sembra riempire, che eleva l'anima, una sensazione strana di completamento, ora che mi ricordo.
ma GANDOURA significa, anche, contorno, bordo, ma per me vuole dire anche essenza.
che non c'e' essenza senza contorno,
ed a volte sono i contorni che ci portano all'essenza delle cose.
GANDOURA e' una parola cosi semplice che non posso credere che non sia complicata, in realta'.
GANDOURA e' uno sforzo notevole per arrivare alle cose.
GANDOURA e' andare a dormire fidandoti del contorno,
aggrappandoti ad uno sfondo,
come se per dare senso ad un quadro allora tu dovessi per forza possedere anche la cornice.
ed e' poi cosi che le cose acquistano ancora piu peso.
GANDOURA e' una parola che ho scritto sulla lavagna per non perderla, la sera in cui l'ho letta,
ed ho capito che mi piacerebbe leggerla ogni sera, come una prima volta, tra il volto che vedo sorridente ed un OHANA che non ho voluto cancellare troppo.
GANDOURA e' Parigi, l'attesa di Parigi, il ritorno di Parigi, l'amore dei miei amici fraterni a Parigi.
GANDOURA e' una preparazione ed un progetto,
perche' e' da li che si arriva alla realizzazione.
se GANDOURA e' quello a cui tendo,
allora riempirlo, questo contorno,
non sta piu' alle parole,
ma solo alle azioni
alle cose che e' il caso di fare,
ai movimenti,
ai viaggi,
ai percorsi,
ai legami che si ritrovano,
alle tensioni,
alle emozioni,
al ritornare nei luoghi
al ritornare alle persone,
nella giusta GANDOURA,
ammesso che si usi cosi una parola,
ammesso che le parole debbano per forza dirsi
o solo basta sentirle e pronunciarle a bassa voce.
dunque sentilo
anche a bassa voce
o pensaci con leggerezza:
GANDOURA.

Monday, March 29, 2010

even now.

Even now I can smell the clothes
Freshly from the wash
Still hot from the dryer

Even now I can smell your skin
To wrap you in a towel
Lay you on the bed
And try to love you

Even now I can feel your arms
I can feel your breast
I can hear your songs
And I always can find you again

Even now I can feel your hand
Gently over mine
With almost no weight at all

Even now I can feel your eyes
Watch me as I strum
Much too late at night

Even now I can see you smile
I can hear you hum
I can hear you sing
And I always can find you again

Even in the dark of night
Even in the lowest light
Even as the world outside
Is spinning, and spinning

Even now I can feel your hair
Blow across my cheek
As we sit in one of two chairs

Even now I can feel your face
Resting on my chest
Wrestling for sleep
And failing at it

Even now I can see you sleep
I can see the dream
I can see you fly
And I always can find you again
And I always can find you again
And I always can find you again
Categoria: Musica

Saturday, March 13, 2010

assolutamente meraviglioso.

There's songs, songs you bring to us
You now fold a string around us
You grow, I see you sing for us
You go and tie a string around us

I see the walls and see them fall
You break through them all
I see you crawl, now you stand tall
Grow and grow till tall

In storm we scream against the stream, our eyes watering
Jump into lakes, the surface breaks
We swim underwater, and our mouths - In tune

We all want to grow with the seeds we will sow
We are all meant to go - Home

I see forest, a treasure chest full of labyrinth
I see a door, holes in the floor
We'll breed seeds - We grow

There's songs, songs you bring to us
You pin both the wings on all
I hear it, I see you sing for us
You go and tie a string around all

Some mountains drop to this earth
(You turn an ear and walk on....)

We all want to grow with the seeds we will sow
We are all meant to go?

We all want to go with the trees that we will grow
We all want to go - Home

Wednesday, March 10, 2010

BERLIN.

Berlino
e' quella citta' in cui arrivi che ha gia' fatto buio, e ti sembra di essere di troppo
ti sembra che nessuno ti voglia
e forse hai sbagliato posto,
tu che non lo sai quale sarebbe un posto azzeccato.
Berlino
e' quella citta' che esci il primo giorno,
ti rendi conto che deve essere bella e particolare
ma non capisci perche'
nemmeno dall'alto di quella torre della tv
di cui si vergognano, a Berlino,
perche' da lontano sembra una croce e loro le croci le hanno bruciate tutte.
Berlino
e' quella citta' che poi quella torre ti segue sempre e non hai capito che sembra vicina solamente perche' e' grande e dunque e' lontana, non e' mica vicina.
Berlino
e' quella citta' che ad ogni angolo qualcuno ha una birra o uno jagerino in mano
ma se gli passi davanti non solo non ti disturba,
ma quasi ti accoglie e ti invita,
quella signora che alle 10 del mattino gia' beveva pesante ed il suo viso gonfio delimitava le soglie di cio' che non devi superare.
Berlino
e' quella citta'
che e' immersa nelle scritte, nelle palazzine colorate all'inverosimile,
ed ora quando guardero' un palazzo cosi denso non potro' non pensarci,
a Berlino.
Berlino
e' quella citta'
dove si scontra tutto con veemenza ma allo stesso tempo tu sei tranquillo,
eppure sei di fronte allo scontro.
Berlino
e' quella citta'
in cui una volta hanno creato un muro, ma non la divideva precisamente in due,
ed oggi quel muro e' aperto da 20 anni, cancellato da altrettanti,
ma percepisci il suo peso ed il suo spessore di storia mondiale.
Berlino
e' quella citta'
che ha sterminato gli ebrei
ed oggi li onora, li ricorda,
e sembra che sia qui oggi, l'unica casa che il mondo offrirebbe agli ebrei.
Berlino
e' quella citta'
in cui alle 6 del mattino ti sembra che il tedesco lo potresti imparare,
anche se e' difficile
perche' Berlino e' difficile nella sua dimestichezza
cosi carica di gioia di vivere.
Berlino
e' quella citta'
in cui respiri l'arte come se avessi l'asma e non riuscissi a gestirla tutta,
e' quella citta'
in cui Biddo costruisce, disegna e distrugge edifici,
e tu lo capisci che Berlino e' soprattutto i suoi, di edifici.
Berlino
e' quella citta'
in cui quando passi da Potsdamer Platz non hai afferrato bene la cosa,
e ci devi ritornare almeno due ore,
in quella che sarebbe soltanto una piazza,
che in ogni punto del mondo e' soltanto una semplice piazza.
Berlino
e' quella citta'
in cui alla fine ti scordi
e ti senti assorbito cosi tanto in quella calma e sostanza
che non sai come mai
ma non vorresti mai lasciarla perdere, Berlino.
Berlino
e' quella citta'
che non ho capito
come spesso mi accade
e poi ti cresce ogni giorno dentro
e lo accetti anche se non sai in che modo
perche' Berlino ti accarezza e non ti schiaffeggia mai
nemmeno col freddo da tremare,
come sapesse gia' cosa volevi tu,
quando sei arrivato a Berlino
non riuscendo poi a lasciarla,
intimorito
a
Berlino.

Sunday, March 07, 2010

un'altra morte orribile.

You are a car
You are a hospital
I'd walk to hell and back
To see you smile
On saturday

You are a star
You are a sea of air
I play great keyboards
Of horses' teeth
On saturday
On saturday

I'd like to tell you
How I feel
I'll probably keep it
'til saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday

Saturday, February 27, 2010

nel tuo mondo blu.

Confess, your kiss still knocks me off my legs.
The first time I saw you was like a punch right through my chest
and I will forever, ‘cause you’ll forever be
my one true broken heart, pieces inside of me
and you’ll forever, my baby be.

You will rest your head, your strength once saving.
And when you wake you will fly away,
holding tight to the legs of all your angels.
Goodbye my love, into your blue, blue eyes,
your blue, blue world, you're my baby blue.

Confess I'm not quite ready to be left.
Still, I know I gave my level best.
You give, you give, to this I can attest
You made me, you made me.
You and me forever, baby.

You will rest your head, your strength once saving.
And when you wake you will fly away,
holding tight to the legs of all your angels.
Goodbye my love, into your blue, blue eyes,
in your blue, blue world, you and me forever.

You will rest your head, your strength once saving.
And when you wake you will fly away,
holding tight to the legs of all your angels.
Goodbye my love, into your blue, blue eyes,
in your blue, blue world, you and me forever.

Monday, February 22, 2010

i conti.

ti ritrovi alla fine di febbraio, con marzo alle porte, che hai finito il tuo lavoro.
ti ritrovi, davvero, col dubbio che magari ti eri smarrito, col dubbio di avere per le mani soltanto acqua sporca.
ti ritrovi in amministrazione, a restituire un telefonino ed una chiavetta, con Tania che ti guarda materna, e ti scendono le lacrime senza che tu possa fermarle.
ti ritrovi che al di la' di questa pioggia c'e' una primavera alle porte, un viaggio annunciato da tempo, e qualche certezza in meno che ti ha devastato in crescendo.
ti ritrovi a pensare a Barletta, un novembre di caldo assurdo che finiva a Catania, e i cannoli portati in aereo per dimenticarti la fatica delle prime esperienze.
ti ritrovi che prima di questo c'erano soltanto trasferte da qui a Mirandola, e quando tornavi a casa era di nuovo la casa dell'anno passato, e la bici correva sotto i portici e capivi che era gia' una fortuna entrare ogni giorno a teatro.
ti ritrovi che poi era dicembre, e ti cresceva dentro la voglia di un natale in famiglia e in Sardegna, e Milano era cosi lunga e quando potevi tornavi a Bologna, e la neve quest'anno sembrava infinita, mentre tu ti consumavi tra rabbia e pazienza inimmaginata.
ti ritrovi da Linate e di nuovo al Marconi, con una macchina che buca subito e per poco non resti per strada, e qualcuno ha lasciato comunque una strada, sei a Brescia e ti calmi, e ti chiedi, e non ottieni grandissime risposte, ed allora nemmeno ti incazzi piu': forse questa e' una chiave.
poi in mezzo i treni notturni di Prato, ed ancora quel centro di Recanati cosi piccolo e comodo, che vai via e ti sembra di non esserci mai e poi mai capitato.
ed infine i giorni in Friuli, che piu' o meno la voce ritorna e si mischia al prosciutto ed alla grappa, ti rilassi perche' ormai stai finendo,
e quindi e' di nuovo Bologna.
non penseresti mai che tutto questo accadeva dal 26 di ottobre al 21 di febbraio,
ed e' accaduto di tutto,
e ti e' caduto un po' tutto,
e bene o male resisti,
con gli occhi stracolmi di lacrime per tutte le persone che hai visto e con le quali hai parlato per mesi
come fossero magari soltanto una famiglia allargata,
che come tutte le famiglie a volte ti fa incazzare troppo,
ma poi ci vorresti tornare ogni giorno.

Thursday, February 18, 2010

Wednesday, February 10, 2010

d & d.

un diamante e' per sempre
ma anche una delusione.
dipende dal diamante,
o dipende dalla delusione.
ma secondo me son meglio i diamanti
delle delusioni.

un diamante oggi
non vale un cazzo,
non quanto una delusione.

Saturday, February 06, 2010

bella lei.

e torni addirittura con un triplo album!?!?!?!eheheheh joanna...l'importante e' che torni.

Thursday, February 04, 2010

IBR.


Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perche' in verita' non s'era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perche' pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere cosi.

Thursday, January 28, 2010

tour.

ecco uno di quei giorni che me lo chiedo dove cazzo sto andando dal 26 di ottobre.
oggi e' uno di quei giorni in cui me lo chiedo, porca puttana.
e mi chiedo dove si arriva, oltre che ad un numero sul mio conto che dovrebbe rilassarmi, mentre aspetto di tornare ai miei suoni.
ci sono giorni in cui sono cosi teso che se esco al freddo e mi metto a piangere ho paura mi si gelino anche gli occhi per sempre.
ci sono giorni che mischio tutto quello che mi dicono con tutte le cose che intorno a me stanno cambiando, e non mi ritrovo.
ci sono giorni che ad alcune persone vorrei chiedere aiuto, e vorrei che mi ascoltassero, e vorrei che facessero qualcosa per le mie debolezze.
ci sono giorni in cui se non nevica mi sembra che bologna non mi voglia bene, e non me ne frega niente che per strada non si possa camminare.
ci sono giorni che ho guidato per 500 km di notte, che per me non faceva la differenza nulla, guida tu, guido io, non guidiamo, andiamo a casa, partiamo per il belgio.
ci sono giorni che mi sembra uno scherzo questo punto in cui mi trovo ora, in cui mi sembra folle non recuperare.
ci sono giorni che non mi guardo allo specchio per paura di non ritrovarmi,
per paura di non essere piu' io,
per paura che possa gia' essere peggiorato in una figura che dista anni luce da me.
e ci sono giorni che non parlo perche' ho paura di non essere capito.
di questo tour mi rimangono i chilometri che mi hanno allontanato da me stesso
i silenzi di qualcuno che ha rinunciato a parlarmi dopo un mese di tour perche' gli ho detto cosa aveva deciso la produzione ma non si dovrebbe mai smettere di parlare.
ci sono giorni che nel ruolo di stronzo anche io sono stato a disagio, che sei stronzo davvero oppure no non fa differenza per nessuno, in tour.
se tu mi stai parlando, fallo anche a bassa voce che provero' a capire tutto quello che vale la pena di capire, se vale la pena di capire quando qualcuno ti parla.
di questo tour mi rimangono gli odori ed il caldo di catania
mi rimane il freddo di savona,
la notte che stavo per piangere dal malditesta
che erano due notti fa ed ho pensato ECCO ORA VADO VIA SENZA NEMMENO SALUTARE.
di questo tour mi rimangono un sacco di cose che ho detto ed in troppi non mi hanno capito.
di questo tour mi rimane una pagina con scritto un luogo, e l'importante e' che sia per almeno 30 giorni.
mi rimangono le sigarette che ho subito e non volevo mi venissero fumate in faccia,
mi rimane la citta' di pandora con i na'vi che ignorano il progresso,
mi rimane la milano peggiore con tutto che milano e' la milano peggiore anche senza di me
mi rimangono le cose che ho fatto bene
mi rimane un errore madornale che mi sembrava tale ed alla fine tutto quello che sentivo dire era:
TU TE NE DEVI FOTTERE.
di questo tour a volte penso non resti niente,
solo le lacrime che ho pianto per due giorni con le persone che avevo vicine perche' non riesco ad accettare la morte di PI.
mi rimane nella testa il mulino che PI restaurava, ed il troppo poco tempo che abbiamo per fare un mulino, pensa per restaurarlo un cazzo di mulino di merda che gira sulla bara di PI che pero' e' morto e son giorni che piango al pensiero di PI e di Gianni che soffre per PI.
di questo tour mi rimane la voglia di gridarvi che potete andare affanculo ed io me ne frego.
di questo tour mi rimane una solitudine irrisolta e gigantesca tipo manifesto pubblicitario,
mi rimangono risposte sbagliate,
mi rimangono le spalle che ho alzato a lavoro perche' le ho abbassate in camera mia, di fronte alla lavagna come un bambino in punizione.
di questo tour mi rimane un'idea di peggioramento ed un ingigantimento che forse son finti,
e mi rimane la scelta di due posti in cui non farmi trovare,
perche' ho bisogno di vedere dove sono arrivato,
per capire se di questo tour mi rimane anche il bello.

di questo tour mi rimangono le quinte che si creano dal nulla
mi rimane una foto in cui siamo in 5 dentro un ascensore minuscolo
mi rimane una risposta ironica colta da qualcuno
mi rimane che mi lascio scivolare le cose
mi rimane quel giorno che ti ho detto di dimenticarti la vecchia amministratrice cosi te la vivevi meglio con me, stronza
mi rimane che a volte mi dimentico di tutto ed ascolto la musica che mi piace
mi rimane un amico migliore di quanto gia' avessi intuito
mi rimane una valigia sbagliata e chiusa all'ultimo
mi rimane che mi hai prestato il tuo maglione togliendotelo di dosso,
mi rimane un sogno che mi sono scordato perche' dormivo con troppo entusiasmo,
mi rimane quel sogno in cui tutto era apposto e non so come cazzo fosse possibile che tutto era apposto.
di questo tour mi rimane che ancora lo devo finire,
e forse ne farei anche un altro.
mi rimane che la sicilia doveva saltare, e dunque il 21 febbraio ci congederemo tra noi.

mi rimane qualcosa che mi sembra brillare pian piano,
e non so se rincorrere ancora in maniera discontinua,
perche' non riesco a vederlo bene,
questo qualcosa,
dai camerini del tour che devo ancora finire,
nei camerini di quel tour che devo ancora finire.

Archivieddo