Thursday, March 12, 2009

from Paris to everywhere.

da questo osservatorio privilegiato che mi prestano di tanto in tanto i cugini (ma ci sono anche loro, sia ben chiaro!) soffro al solo pensiero del ritorno in italia.
credo si debba riflettere per prima cosa sulla felicita' propria, su quella che si vive all'interno delle mura domestiche da soli.
penso di non dover restare e di dovermi muovere.
penso si debba riflettere sulle opportunita' che si potrebbero avere altrove, 'non importa dove' direbbe qualcuno.
io a parigi vedo delle possibilita' che noi non avremo piu'.
inutile scherzare o moderare o non esagerare su questo.
il detto MA COMUNQUE SIAMO ITALIANI a me fa veramente ridere: quello che noi siamo e che siamo divenuti, e che forse in germe siamo sempre stati, a me fa vergognare.
io non ho viaggiato moltissimo, ma alcune cose le vedo, e sono anche molto evidenti.
vedo un cosmopolitismo reale che noi ci sogniamo, che si sognano tutti coloro che lo auspicano.
molti di coloro che parlano di crocevia culturale e non sono mai usciti dall'italia non sanno cosa significhi realmente stare dentro un autobus dove sono tutti gialli verdi blu fucsia marroni e tu sei bianco e sei eccezione e sei a disagio e ora fai il figo se ci riesci.
molti di coloro che ne parlano e tutti coloro che non lo vogliono sappiano che non ci arriveremo ed hanno dunque vinto i secondi questa battaglia inesistente per migliorarsi, e dunque finita.
le nostre menti italiane non hanno speranze e non hanno nemmeno una speranza soltanto.
si puo' auspicare il miglioramento del mondo, si puo' pensare che la vittoria di obama sia un segno ed ovvio che ne sono felice, ma per me e' solo nla consolazione che non dappertutto ci sara' il disagio di cui noi siamo primi promotori.
il disagio italiano, lo stato italiano, il razzismo italiano, la criminalita' italiana.
mi basta guardare da 7 gg i titoli di repubblica e del corriere per ravvisare, con la giusta distanza, che la nostra situazione nazionale e' un tracollo continuo prima di una devastante caduta che io non voglio vivere, non voglio esserci, non voglio nemmeno evitare, onestamente.
penso spesso, e non perche' ho visto PIRATI DEI CARAIBI 3, che da quella barca che affonda sotto i colpi di noi stessi, come se ci fossimo puntati contro i cannoni e le armi tutte, io voglio essere saltato in tempo.
vorrei salvarmi un po', perche' 30 anni in un mondo che mi ha fatto credere cose sbagliate li ho gia' passati, e non mi e' piaciuto.

2 comments:

Anonymous said...

Post bellissimo!

aZ

Anonymous said...

Alleluja!!!!

GGM

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