Monday, March 29, 2010

even now.

Even now I can smell the clothes
Freshly from the wash
Still hot from the dryer

Even now I can smell your skin
To wrap you in a towel
Lay you on the bed
And try to love you

Even now I can feel your arms
I can feel your breast
I can hear your songs
And I always can find you again

Even now I can feel your hand
Gently over mine
With almost no weight at all

Even now I can feel your eyes
Watch me as I strum
Much too late at night

Even now I can see you smile
I can hear you hum
I can hear you sing
And I always can find you again

Even in the dark of night
Even in the lowest light
Even as the world outside
Is spinning, and spinning

Even now I can feel your hair
Blow across my cheek
As we sit in one of two chairs

Even now I can feel your face
Resting on my chest
Wrestling for sleep
And failing at it

Even now I can see you sleep
I can see the dream
I can see you fly
And I always can find you again
And I always can find you again
And I always can find you again
Categoria: Musica

Saturday, March 13, 2010

assolutamente meraviglioso.

There's songs, songs you bring to us
You now fold a string around us
You grow, I see you sing for us
You go and tie a string around us

I see the walls and see them fall
You break through them all
I see you crawl, now you stand tall
Grow and grow till tall

In storm we scream against the stream, our eyes watering
Jump into lakes, the surface breaks
We swim underwater, and our mouths - In tune

We all want to grow with the seeds we will sow
We are all meant to go - Home

I see forest, a treasure chest full of labyrinth
I see a door, holes in the floor
We'll breed seeds - We grow

There's songs, songs you bring to us
You pin both the wings on all
I hear it, I see you sing for us
You go and tie a string around all

Some mountains drop to this earth
(You turn an ear and walk on....)

We all want to grow with the seeds we will sow
We are all meant to go?

We all want to go with the trees that we will grow
We all want to go - Home

Wednesday, March 10, 2010

BERLIN.

Berlino
e' quella citta' in cui arrivi che ha gia' fatto buio, e ti sembra di essere di troppo
ti sembra che nessuno ti voglia
e forse hai sbagliato posto,
tu che non lo sai quale sarebbe un posto azzeccato.
Berlino
e' quella citta' che esci il primo giorno,
ti rendi conto che deve essere bella e particolare
ma non capisci perche'
nemmeno dall'alto di quella torre della tv
di cui si vergognano, a Berlino,
perche' da lontano sembra una croce e loro le croci le hanno bruciate tutte.
Berlino
e' quella citta' che poi quella torre ti segue sempre e non hai capito che sembra vicina solamente perche' e' grande e dunque e' lontana, non e' mica vicina.
Berlino
e' quella citta' che ad ogni angolo qualcuno ha una birra o uno jagerino in mano
ma se gli passi davanti non solo non ti disturba,
ma quasi ti accoglie e ti invita,
quella signora che alle 10 del mattino gia' beveva pesante ed il suo viso gonfio delimitava le soglie di cio' che non devi superare.
Berlino
e' quella citta'
che e' immersa nelle scritte, nelle palazzine colorate all'inverosimile,
ed ora quando guardero' un palazzo cosi denso non potro' non pensarci,
a Berlino.
Berlino
e' quella citta'
dove si scontra tutto con veemenza ma allo stesso tempo tu sei tranquillo,
eppure sei di fronte allo scontro.
Berlino
e' quella citta'
in cui una volta hanno creato un muro, ma non la divideva precisamente in due,
ed oggi quel muro e' aperto da 20 anni, cancellato da altrettanti,
ma percepisci il suo peso ed il suo spessore di storia mondiale.
Berlino
e' quella citta'
che ha sterminato gli ebrei
ed oggi li onora, li ricorda,
e sembra che sia qui oggi, l'unica casa che il mondo offrirebbe agli ebrei.
Berlino
e' quella citta'
in cui alle 6 del mattino ti sembra che il tedesco lo potresti imparare,
anche se e' difficile
perche' Berlino e' difficile nella sua dimestichezza
cosi carica di gioia di vivere.
Berlino
e' quella citta'
in cui respiri l'arte come se avessi l'asma e non riuscissi a gestirla tutta,
e' quella citta'
in cui Biddo costruisce, disegna e distrugge edifici,
e tu lo capisci che Berlino e' soprattutto i suoi, di edifici.
Berlino
e' quella citta'
in cui quando passi da Potsdamer Platz non hai afferrato bene la cosa,
e ci devi ritornare almeno due ore,
in quella che sarebbe soltanto una piazza,
che in ogni punto del mondo e' soltanto una semplice piazza.
Berlino
e' quella citta'
in cui alla fine ti scordi
e ti senti assorbito cosi tanto in quella calma e sostanza
che non sai come mai
ma non vorresti mai lasciarla perdere, Berlino.
Berlino
e' quella citta'
che non ho capito
come spesso mi accade
e poi ti cresce ogni giorno dentro
e lo accetti anche se non sai in che modo
perche' Berlino ti accarezza e non ti schiaffeggia mai
nemmeno col freddo da tremare,
come sapesse gia' cosa volevi tu,
quando sei arrivato a Berlino
non riuscendo poi a lasciarla,
intimorito
a
Berlino.

Sunday, March 07, 2010

un'altra morte orribile.

You are a car
You are a hospital
I'd walk to hell and back
To see you smile
On saturday

You are a star
You are a sea of air
I play great keyboards
Of horses' teeth
On saturday
On saturday

I'd like to tell you
How I feel
I'll probably keep it
'til saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday

Saturday, February 27, 2010

nel tuo mondo blu.

Confess, your kiss still knocks me off my legs.
The first time I saw you was like a punch right through my chest
and I will forever, ‘cause you’ll forever be
my one true broken heart, pieces inside of me
and you’ll forever, my baby be.

You will rest your head, your strength once saving.
And when you wake you will fly away,
holding tight to the legs of all your angels.
Goodbye my love, into your blue, blue eyes,
your blue, blue world, you're my baby blue.

Confess I'm not quite ready to be left.
Still, I know I gave my level best.
You give, you give, to this I can attest
You made me, you made me.
You and me forever, baby.

You will rest your head, your strength once saving.
And when you wake you will fly away,
holding tight to the legs of all your angels.
Goodbye my love, into your blue, blue eyes,
in your blue, blue world, you and me forever.

You will rest your head, your strength once saving.
And when you wake you will fly away,
holding tight to the legs of all your angels.
Goodbye my love, into your blue, blue eyes,
in your blue, blue world, you and me forever.

Monday, February 22, 2010

i conti.

ti ritrovi alla fine di febbraio, con marzo alle porte, che hai finito il tuo lavoro.
ti ritrovi, davvero, col dubbio che magari ti eri smarrito, col dubbio di avere per le mani soltanto acqua sporca.
ti ritrovi in amministrazione, a restituire un telefonino ed una chiavetta, con Tania che ti guarda materna, e ti scendono le lacrime senza che tu possa fermarle.
ti ritrovi che al di la' di questa pioggia c'e' una primavera alle porte, un viaggio annunciato da tempo, e qualche certezza in meno che ti ha devastato in crescendo.
ti ritrovi a pensare a Barletta, un novembre di caldo assurdo che finiva a Catania, e i cannoli portati in aereo per dimenticarti la fatica delle prime esperienze.
ti ritrovi che prima di questo c'erano soltanto trasferte da qui a Mirandola, e quando tornavi a casa era di nuovo la casa dell'anno passato, e la bici correva sotto i portici e capivi che era gia' una fortuna entrare ogni giorno a teatro.
ti ritrovi che poi era dicembre, e ti cresceva dentro la voglia di un natale in famiglia e in Sardegna, e Milano era cosi lunga e quando potevi tornavi a Bologna, e la neve quest'anno sembrava infinita, mentre tu ti consumavi tra rabbia e pazienza inimmaginata.
ti ritrovi da Linate e di nuovo al Marconi, con una macchina che buca subito e per poco non resti per strada, e qualcuno ha lasciato comunque una strada, sei a Brescia e ti calmi, e ti chiedi, e non ottieni grandissime risposte, ed allora nemmeno ti incazzi piu': forse questa e' una chiave.
poi in mezzo i treni notturni di Prato, ed ancora quel centro di Recanati cosi piccolo e comodo, che vai via e ti sembra di non esserci mai e poi mai capitato.
ed infine i giorni in Friuli, che piu' o meno la voce ritorna e si mischia al prosciutto ed alla grappa, ti rilassi perche' ormai stai finendo,
e quindi e' di nuovo Bologna.
non penseresti mai che tutto questo accadeva dal 26 di ottobre al 21 di febbraio,
ed e' accaduto di tutto,
e ti e' caduto un po' tutto,
e bene o male resisti,
con gli occhi stracolmi di lacrime per tutte le persone che hai visto e con le quali hai parlato per mesi
come fossero magari soltanto una famiglia allargata,
che come tutte le famiglie a volte ti fa incazzare troppo,
ma poi ci vorresti tornare ogni giorno.

Thursday, February 18, 2010

Wednesday, February 10, 2010

d & d.

un diamante e' per sempre
ma anche una delusione.
dipende dal diamante,
o dipende dalla delusione.
ma secondo me son meglio i diamanti
delle delusioni.

un diamante oggi
non vale un cazzo,
non quanto una delusione.

Saturday, February 06, 2010

bella lei.

e torni addirittura con un triplo album!?!?!?!eheheheh joanna...l'importante e' che torni.

Thursday, February 04, 2010

IBR.


Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perche' in verita' non s'era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perche' pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere cosi.

Thursday, January 28, 2010

tour.

ecco uno di quei giorni che me lo chiedo dove cazzo sto andando dal 26 di ottobre.
oggi e' uno di quei giorni in cui me lo chiedo, porca puttana.
e mi chiedo dove si arriva, oltre che ad un numero sul mio conto che dovrebbe rilassarmi, mentre aspetto di tornare ai miei suoni.
ci sono giorni in cui sono cosi teso che se esco al freddo e mi metto a piangere ho paura mi si gelino anche gli occhi per sempre.
ci sono giorni che mischio tutto quello che mi dicono con tutte le cose che intorno a me stanno cambiando, e non mi ritrovo.
ci sono giorni che ad alcune persone vorrei chiedere aiuto, e vorrei che mi ascoltassero, e vorrei che facessero qualcosa per le mie debolezze.
ci sono giorni in cui se non nevica mi sembra che bologna non mi voglia bene, e non me ne frega niente che per strada non si possa camminare.
ci sono giorni che ho guidato per 500 km di notte, che per me non faceva la differenza nulla, guida tu, guido io, non guidiamo, andiamo a casa, partiamo per il belgio.
ci sono giorni che mi sembra uno scherzo questo punto in cui mi trovo ora, in cui mi sembra folle non recuperare.
ci sono giorni che non mi guardo allo specchio per paura di non ritrovarmi,
per paura di non essere piu' io,
per paura che possa gia' essere peggiorato in una figura che dista anni luce da me.
e ci sono giorni che non parlo perche' ho paura di non essere capito.
di questo tour mi rimangono i chilometri che mi hanno allontanato da me stesso
i silenzi di qualcuno che ha rinunciato a parlarmi dopo un mese di tour perche' gli ho detto cosa aveva deciso la produzione ma non si dovrebbe mai smettere di parlare.
ci sono giorni che nel ruolo di stronzo anche io sono stato a disagio, che sei stronzo davvero oppure no non fa differenza per nessuno, in tour.
se tu mi stai parlando, fallo anche a bassa voce che provero' a capire tutto quello che vale la pena di capire, se vale la pena di capire quando qualcuno ti parla.
di questo tour mi rimangono gli odori ed il caldo di catania
mi rimane il freddo di savona,
la notte che stavo per piangere dal malditesta
che erano due notti fa ed ho pensato ECCO ORA VADO VIA SENZA NEMMENO SALUTARE.
di questo tour mi rimangono un sacco di cose che ho detto ed in troppi non mi hanno capito.
di questo tour mi rimane una pagina con scritto un luogo, e l'importante e' che sia per almeno 30 giorni.
mi rimangono le sigarette che ho subito e non volevo mi venissero fumate in faccia,
mi rimane la citta' di pandora con i na'vi che ignorano il progresso,
mi rimane la milano peggiore con tutto che milano e' la milano peggiore anche senza di me
mi rimangono le cose che ho fatto bene
mi rimane un errore madornale che mi sembrava tale ed alla fine tutto quello che sentivo dire era:
TU TE NE DEVI FOTTERE.
di questo tour a volte penso non resti niente,
solo le lacrime che ho pianto per due giorni con le persone che avevo vicine perche' non riesco ad accettare la morte di PI.
mi rimane nella testa il mulino che PI restaurava, ed il troppo poco tempo che abbiamo per fare un mulino, pensa per restaurarlo un cazzo di mulino di merda che gira sulla bara di PI che pero' e' morto e son giorni che piango al pensiero di PI e di Gianni che soffre per PI.
di questo tour mi rimane la voglia di gridarvi che potete andare affanculo ed io me ne frego.
di questo tour mi rimane una solitudine irrisolta e gigantesca tipo manifesto pubblicitario,
mi rimangono risposte sbagliate,
mi rimangono le spalle che ho alzato a lavoro perche' le ho abbassate in camera mia, di fronte alla lavagna come un bambino in punizione.
di questo tour mi rimane un'idea di peggioramento ed un ingigantimento che forse son finti,
e mi rimane la scelta di due posti in cui non farmi trovare,
perche' ho bisogno di vedere dove sono arrivato,
per capire se di questo tour mi rimane anche il bello.

di questo tour mi rimangono le quinte che si creano dal nulla
mi rimane una foto in cui siamo in 5 dentro un ascensore minuscolo
mi rimane una risposta ironica colta da qualcuno
mi rimane che mi lascio scivolare le cose
mi rimane quel giorno che ti ho detto di dimenticarti la vecchia amministratrice cosi te la vivevi meglio con me, stronza
mi rimane che a volte mi dimentico di tutto ed ascolto la musica che mi piace
mi rimane un amico migliore di quanto gia' avessi intuito
mi rimane una valigia sbagliata e chiusa all'ultimo
mi rimane che mi hai prestato il tuo maglione togliendotelo di dosso,
mi rimane un sogno che mi sono scordato perche' dormivo con troppo entusiasmo,
mi rimane quel sogno in cui tutto era apposto e non so come cazzo fosse possibile che tutto era apposto.
di questo tour mi rimane che ancora lo devo finire,
e forse ne farei anche un altro.
mi rimane che la sicilia doveva saltare, e dunque il 21 febbraio ci congederemo tra noi.

mi rimane qualcosa che mi sembra brillare pian piano,
e non so se rincorrere ancora in maniera discontinua,
perche' non riesco a vederlo bene,
questo qualcosa,
dai camerini del tour che devo ancora finire,
nei camerini di quel tour che devo ancora finire.

Tuesday, January 12, 2010

enorme dolore.


e' andato via PI KEOHAVONG.
col suo mulino che girava ed al quale stava dando uno sfondo per se e sua moglie.
coi suoi trampoli che camminavano su tutto.
e' andato via PI che non c'e' tempo, non c'e' mai abbastanza tempo per tutto.
e' andato via PI e per noi qui e' tutto troppo difficile da gestire,
da vivere,
da rimanere.

Wednesday, January 06, 2010

lhasa de sela (1972-2010)

viene una gran tristezza nel sapere che sei andata via per sempre il primo giorno dell'anno nuovo.
e che non sei riuscita, materialmente, a sopravvivere ad un tumore al seno che non ti ha lasciato scampo, dopo 21 mesi di cure.
non ci resta che guardarti cantare, con l'enorme bellezza che ti apparterra' sempre.
amore e luce per la tua anima, ha scritto qualcuno nei commenti.

Tuesday, January 05, 2010

qui dopo 7 anni.

torni dopo 7 anni, che non ti curi di cosa e' successo nel mondo della musica.
torni e forse lo sai bene cosa e' successo, e magari non te ne curi con tutto te stesso.
torni dopo 7 anni, ma se sei uno che con 3 dischi ha fatto storia allora uno non capisce come mai decidi di sparire.
torni dopo 7 anni, o forse 8, dopo che avevi dato cosi tanto con la tua voce, le tue parole, gli splendidi arrangiamenti, cosi essenziali, cosi antichi, cosi giusti quando penso a cosa ha senso ascoltare dalla mattina alla sera, nella tua america.
torni dopo 7 anni ed io non lo sapevo, ogni tanto leggevo di te, ti riguardavo nelle cose vecchie che ancora trasudavano amore.
torni con una band che suona come dovrebbe suonare un gruppo.
e torni con la tua voce incredibile, cosi ricca di eleganza.
torni, ed ora ti si ascolta e basta, con quel piglio di emozione che ancora manifesti nelle prime uscite, in attesa della reazione di chi ti ascolta.
torni, e allora bentornato maxwell.

Monday, January 04, 2010

una cosa che mi ha ricordato te oggi.

una cosa che mi ha ricordato te oggi e' stato camminare sotto la neve che ancora nevicava comunque, con le cuffie che mandano musica, ed io posso dunque scoprire o riscoprire questa canzone meravigliosa e dedicartela:

I was an unmarried girl
I'd just turned twenty-seven
When they sent me to the sisters
For the way men looked at me
Branded as a jezebel
I knew I was not bound for Heaven
I'd be cast in shame
Into the Magdalene laundries

Most girls come here pregnant
Some by their own fathers
Bridget got that belly
By her parish priest
We're trying to get things white as snow
All of us woe-begotten-daughters
In the steaming stains
Of the Magdalene laundries

Prostitutes and destitutes
And temptresses like me--
Fallen women--
Sentenced into dreamless drudgery ...
Why do they call this heartless place
Our Lady of Charity?
Oh charity!

These bloodless brides of Jesus
If they had just once glimpsed their groom
Then they'd know, and they'd drop those stones
Concealed behind their rosaries
They wilt the grass they walk upon
They leech the light out of a room
They'd like to drive us down the drain
At the Magdalene laundries

Peg O'Connell died today
She was a cheeky girl
A flirt
They just stuffed her in a hole!
Surely to God you'd think at least some bells should ring!
One day I'm going to die here too
And they'll plant me in the dirt
Like some lame bulb
That never blooms come any spring
Not any spring
No, not any spring
Not any spring

Tuesday, December 29, 2009

e ora?

il senso del natale, forse,
e' la fuga dal proprio lavoro,
dalla routine,
dalle persone che non vuoi piu' vedere.
il senso del natale e' quel freddo fitto
che ti entra nel cappello e ti incrina il bordo
ed e' la pausa dentro un inverno troppo duro.
il senso del natale e' tornare e trovarti ad un tavolo
in mezzo al centro della tua citta'
e' trovarti dove ti ho lasciata l'anno scorso quando era natale.
il senso del natale e' quel giorno lunghissimo
finito alle 7 del mattino ancora col buio.
e' rivedere e stringere tutti quelli che hai perso nelle strade e negli impegni.
il senso del natale e' troppo breve,
e non e' quello del capodanno,
e' gia' finito
ed esistono di nuovo solo domande
ed obblighi
e doveri
ed impegni ai quali non puoi sottrarti
come fossero dispiaceri da accumulare,
senza rinunce possibili.

Monday, December 21, 2009

Archivieddo