Friday, August 27, 2010

fiori.


stasera puoi portarmi dei fiori
e scusarti
e tornare indietro
e dire che ti dispiace
e convincermi che sei dispiaciuta
e dirmi che le cose cambieranno
e dirmi che ti occuperai di me
e provare a lasciare la tristezza
e poi continuare a scusarti
senza mai abbassare la testa
senza mai mettere in discussione le tue scelte
e dirmi che questi fiori sono belli
e sono difficili da trovare
e sono la cosa piu' simile a me ed a quello che rappresento:
una meraviglia esaurita come un fiammifero.
stasera puoi portarmi dei fiori
e osservarmi mentre li osservo impassibile
e osservarmi mentre non ti do le mie mani
e osservarmi mentre le metto sul viso, le mie mani.
stasera puoi portarmi dei fiori
riportarli domani
e non volere niente in cambio
tranne che potermi portare dei fiori.
stasera puoi portarmi dei fiori, grazie:
non chiedermi di tenerli
non chiedermi di odorarli
non chiedermi nulla.
se proprio vuoi qualcosa
tienili con te,
i tuoi fiori,
con la mia delusione,
li sul tuo tavolo
che un tempo e' stato anche mio
e sul quale alla fine hai rovesciato tutta l'acqua,
l'acqua dei fiori che volevi darmi,
come se io la dimenticassi quell'acqua,
solo perche' tu mi hai portato dei fiori.

Thursday, August 26, 2010

25 agosto.

mi sta stretta Nuoro stasera
come un bottone
come una guglia altissima che non raggiungo.
mi sta stretta
cosi che vorrei essere altrove
prima di quando penso
prima di quando credevo.
mi sta stretta Nuoro stasera
quando so che esiste l'attenzione
la cura
e non e' un di nuovo ma e' il nuovo
qualcosa che avanza come una luce che si propaga
come un'idea alla quale tenere
come qualcosa di cui preoccuparsi
ora che lo so
che ci si preoccupa davvero
se si vuole.

Sunday, August 22, 2010

opposites.


ci sono canzoni che porto da te
come fossero regali dentro un pacchetto
come fossero lacrime che non sono scese dai miei occhi
come fossero preghiere o desideri per il futuro.
ci sono canzoni che ti porto li dove c'e' la tua porta
e magari non suono e non sai che sono passato
ci sono canzoni che non ti ho ancora presentato e forse non avro' il tempo
ci sono canzoni da condividere e non da dividere.
ci sono canzoni che ti ho dedicato
canzoni riciclate o forse solo risentite
o forse sono risentite
ci sono canzoni che non suono di nuovo
e ci sono canzoni che sono gia' tue.
non te le presto
non le inoltro
ci sono canzoni che esistono anche senza nessuno
sono canzoni e basta,
che le trovi qualcuno.

Sunday, July 18, 2010

Friday, July 16, 2010

VACDNA


se verranno a chiedertelo, digli qualcosa tu,
che da qui non si sa piu' nulla.

Sunday, June 27, 2010

CPMU


Stasera nella danza saresti stata
Discreta
Avresti socchiuso gli occhi
Guardato dove nessuno sapeva
Indossato una gonna diversa
E guidato tu al ritorno.

Salendo le scale avresti evitato la caduta
E offerto i movimenti a chi era indietro
Quindi provato un sorriso contenuto
E ballato con la tua luce sul palco.

Stasera mi avresti colpito
Come se ti avessi visto per la prima volta
Mi avresti evitato e magari capito
Cosi da indicarmi i prossimi passi.

E che esiste un modo unico di considerarti
Che esiste un tempo che inizia per poterti apprezzare
E un luogo soltanto in cui ti si possa trovare.

Sunday, June 20, 2010

il tempo in cui viviamo.


Il tempo in cui viviamo
e’ un cielo troppo basso per provarci
a stare in piedi.
Un dubbio difficile
che misconosce i propri luoghi
e li mischia come fossero ingredienti che non sanno amalgamarsi.
Un fiore senza gambo
raccolto e consegnato al tuo zerbino
sulla porta conosciuta che non chiude
o che mi hai chiuso.
E’ un legno che si ingrossa con la pioggia e sembra uguale,
una prova che funziona solo a volte
ed e’ svelto quel momento
in cui e’ finito.
Il tempo in cui viviamo non si controlla
ci annienta come il fuoco con la carta
ci toglie ogni ricordo e ci confonde
e se siamo pieni
non sappiamo di che cosa.
E’ un’allergia
che domini ogni tanto
e spesso fugge via e ti convinci che non torni
che dimentichi
fino a quando non riprende a impallidirti.
Il tempo in cui viviamo
e’ il dubbio che anche il buono non ti porti dove hai scelto
e’ un confronto sotto gli alberi degli altri
mentre i vostri son cespugli
e riti scaramantici incompiuti.
E’ un suono regolare che alle 6 interrompe un sogno
che era gia’ brutto
e allora e' uguale.
Il tempo in cui viviamo non ci scorre
non ci scopre
non si copre
ma trascorre
senza scuse e senza pause
se ne sbatte
e solo
ci abbatte.

Saturday, June 19, 2010

addio JOSE'


- "Guarderò la tua ombra se non vuoi che guardi te"
- "Voglio essere ovunque sia la mia ombra, se là saranno i tuoi occhi"".

Friday, June 11, 2010

stars in still water.


le cose commoventi io spesso le scordo,
non mi concentro,
le sottintendo,
le so
e mi fermo.
anche ora che l'afa mi ha asciugato come i panni che nonna stendeva in agosto anni fa.

in una giornata di afa bestiale sono arrivato a milano per un concerto che apriva un mondo fatto di profumi, odori e immagini che mi pento di lasciare stare, troppe volte.

e mi sono ripreso
la pioggia quando comincia lentamente e poi diventa temporale o tempesta sotto la quale si resta indifesi
il fuoco che ripulisce lo schermo ma non devasta comunque la natura
gli alberi tridimensionali e colorati
gli animali che si rincorrono, e spingono le lattine da una parte all'altra del palco
le voci disarmanti per intensita' e poesia
e ancora il sorriso delle luci che abbagliano
le piume di un costume da indiano che fa la danza della pioggia e non solo non e' ridicolo, ma e' inerente a tutto.

e sembra davvero che quella canzone sia la nostra:

quando ti chiede di mettere fuori i vestiti ad asciugare
il mattino presto,
che sei sveglia solo tu
e osservi il sole che arriva e cresce
da solo, senza nuvole e ostacoli.
tu che non sai che i fuochi si mangeranno tutti i dispiaceri perduti del mattino.

tu che non hai piu' voglia,
non hai piu' grinta,
non mi senti piu',
e non sai che anche nell'acqua immobile la rugiada distilla le stelle
e non dovresti fermarti,
in quell'acqua immobile.
nemmeno ora.

Sunday, June 06, 2010

KFAL



il kinder fetta al latte e' tornato fortemente alla ribalta, dopo che la campionessa olimpica o non so cosa FIONA MAY (una che poteva gareggiare serenamente con gli uomini da quanto e' anti-donna) ha deciso di darglielo ai figli.
e per caso, almeno questo ho capito io, c'erano le telecamere.
i figli avevano molto caldo, come capita sempre ai figli di una che ha il reddito giornaliero piu' alto del reddito triennale di tutto il mio albero genealogico, e insomma FIONA MAY decide che a questi bambini il condizionatore non glielo accende.
forse FIONA MAY il condizionatore nemmeno ce l'ha.
FIONA MAY per altro e' una di colore, che abituata alla savana la vedi in cucina che si beve il latte caldo con un maglioncino a collo alto, e tutto questo in una afosa giornata italiana.
allora i figli di FIONA, stressatissimi e con le goccioline di sudore in testa, e secondo me anche puzzolenti, decidono di non bere il latte CALDO, o i biscotti CALDI e tutte le cose CALDE che in inverno a colazione ti danno sollievo ma ora fa CALDO e quindi MAMMA, NON NE VOGLIAMO DI ROBA COSI, ORA VAI ALL'ESSELUNGA E CI COMPRI QUALCOSA DI FRESCO.
FIONA ha gia' una carta in piu', ossia i kinder fetta al latte, che hanno quel sapore tipo di latte e savoiardi freddi ma non li devi inzuppare e non devi toglierli velocemente dal latte prima che diventi pappetta.
il kinder fetta al latte, infatti, o in fetti, e' bello fresco, e i figli di fiona sono convinti a mangiarselo.
solo con LUI i figli si alzano dalla poltrona nella quale passano le giornate invece di andare a scuola e si danno la pena di recarsi in cucina a mangiare.
e' per questo che io mi sono recato alla COOP ed ho acquistato 15 kinder fetta al latte, e nei momenti di tristezza, o quando vorrei mangiare qualcosa senza volermi tutto ciccia e brufoli, me ne scendo uno.
il kinder fetta al latte, paradossalmente, a 12 anni mi faceva cagare, ora mi piace molto.
e quindi come fa a piacere a quei due mostri, se il kinder fetta al latte ha il sapore di un copertone del camion che trasporta le barrette kinder?
boh.

Thursday, May 27, 2010

on your way back home.

Oh baby why do I miss you like I do
Oh I miss my sweet
And the birds all singing blue
And white
And white

Call me on your way back home, dear
Cause I miss you
Honey I ain't nothing new

Oh baby why did I treat you like I did
Honey I was just a kid
Bubblegum on my shoe
But you love me and I love you

Call me on your way back home, dear
Cause I miss you

And I just wanna die without you
Oh I just wanna die without you
Yeah I just wanna die without you
Without you Honey I ain't nothing new

Tuesday, May 18, 2010

the national - afraid of everyone.


Then I'm radio and then I'm television
I'm afraid of everyone, I'm afraid of everyone
Lay the young blue bodies, with the old red violets
I'm afraid of everyone, I'm afraid of everyone
With my kid on my shoulders I try
Not to hurt anybody I like
But I don't have the drugs to sort,
I don't have the drugs to sort it out, sort it out

I defend my family with my orange umbrella
I'm afraid of everyone, I'm afraid of everyone
With my shiny new starspangled tennis shoes on
I'm afraid of everyone, I'm afraid of everyone
With my kid on my shoulders I try
Not to hurt anybody I like
But I don't have the drugs to sort,
I don't have the drugs to sort it out, sort it out
I don't have the drugs to sort it out, sort it out

Your voice has stolen my soul, soul, soul

Saturday, May 15, 2010

del piu' e del meno.

e ieri parlando del piu' e del meno Laura mi ha detto che ora sei molto bella.
ed io me lo ricordavo e lo sapevo, infatti.
me lo ricordavo benissimo.

Sunday, May 09, 2010

primomaggio 2010


lo so, lo so che questo post era attesissimo anche se ormai la gente diserta i blog e ostenta i suoi orari di aerobica e cura il suo orto su faccialibro, ma io resto qui, almeno non mi trova nessuno, quasi.
ho provato, negli 8 gg che precedono la data di questo post, a dimenticare, ad evitare di parlare dell'evento peggiore della pessima realta' musicale italiana, il primomaggio, un evento che quest'anno pensavo potesse dare una svolta a tutto, dato che i sindacati hanno inviato la mia indennita' di disoccupazione all'INPS facendo in modo che venisse accolta.
quindi nella mia testa ho pensato che se i sindacati hanno gentilmente ottenuto tutto questo, allora la mia aura di melomane avrebbe potuto generare un bel primomaggio, visto che ogni anno un gruppo accettabile l'ho visto, in mezzo a 90.
ho detto: maddai, magari quest'anno i gruppi bravini saranno due, o tre, o magari due, o magari uno, o magari scopriro' che un gruppo che mi faceva cagare in realta' ha fatto un bel disco, o magari no. insomma, ci credevo, volevo poi poterne raccontare, di questa presunta illuminazione.
invece no.
ho visto un gruppo della mia paterna calabria, i MARVANZA REGGAE SOUND, che non solo nel nome ha la parola reggae come inutile fronzolo, ma si sono presentati tipo in 10 con la seconda vocalist che suonava pure il sax e speravo che lo inghiottisse, e non per averne un piacere sessuale, ma perche' la smettessero con questa lagna.
c'e' ancora gente, alle soglie del 2020, che scrive le canzoncine in levare con due accordi, e chiede al pubblico di ballare.
dal canto suo il pubblico dovrebbe levarsi in un unico urlo verso loro, armato di vanghe come da primomaggio che si rispetti, e salendo sul palco potrebbe anche percuoterli fino a causare l'interruzione della loro attivita' artistica.
e paolo belli allora, che mia madre definisce musicista perche' l'ha visto suonare da panariello, paolo belli a me che non mi sta nemmeno sulle palle perche' cosa gli dici ad un ciccione con le meches, paolo belli presenta i giovani.
e strano che a roma tra i giovani c'e' sempre un gruppo di giovani di roma che vince la possibilita' di suonare al primomaggio, perche' quei cazzo di sindacati se li fanno suonare e sono di roma non gli pagano nemmeno l'albergo, a questi sfigati.
i romani, BUD SPENCER BLUES EXPLOSION, forse non sono nemmeno male, ma uno deve avere come idoli massimi i verdena (che culo!) e non aver ascoltato la musica del mondo, e allora ti piacciono.
se hai ascoltato un po' di musica qua e la, invece, ti chiedi: MA QUESTI!!?!?!?!?!?
facendo un salto arriva CRISTICCHI: quello che canta o cose molto serie o grandissime minchiate....proprio mentre penso che quest'anno non ci saranno i MODENA e gia' gioisco, CRISTICCHI mi attacca BELLA CIAO col coro dei minatori dell'amiata, ed in tre minuti CRISTICCHI per me e' diventato un coglione. e non cambiero' piu' idea, lo so gia'.
poi arrivano alcuni dei MARLENE, tipo il cantante che ora ha i capelli come PACEY quello di dawson's creek, e pensi che la droga l'ha proprio rovinato poverino, pero' poteva anche portarselo via al posto di CHRISTIANE F che in tutta la sua vita berlinese non ha rotto i coglioni a nessuno ed ha scritto un solo libro. e magari nello zoo di berlino, in una bella gabbia, ci potevano mettere lui con manuel agnelli ed il cantante dei subsonica, se proprio non doveva morire perche' e' brutto pensare che la droga possa ucciderlo, il piccolo PACEY.
e voi lo sapete cosa ha poi fatto, PACEY, a DAWSON, con la storia di JOEY....
saltando ancora esce CARMEN CONSOLI...con un simpatico abitino fuoriluogo: come se uno si mettesse un abito di armani per andare alla sagra della cotica.
la presentatrice (che liquido con una battuta di POLDO: piu' che l'IMPACCIATORE mi sembrava soltanto IMPACCIATA) la saluta e si complimenta per il vestito come se invece di essere in piazza con 500mila persone fossero in due in bagno e magari ora si dicono che mascara usano per essere piu' belle, e spiega con piglio colto che Carmen suonera' eccezionalmente il basso, ma io, chissa' come mai, penso che non lo suonera' di sicuro in maniera eccezionale, e mi auguro sia un'eccezione, perche' forse lei di suonare il basso sara' felice, ma io ne restero' confuso.
si, sono cattivo, ma non mi sbaglio.
CARMEN, al concerto numero 6mila, concerto che dovrebbe assicurarle una pensione ENPALS, e magari potrebbe dissuaderla dai 6 dischi che ha dato alle stampe dopo gli unici decenti che sono i primi due e ho detto decenti non belli, attacca questo brano emozionata come una non-professionista, e sbaglia tutto.
ancora ci sono persone che si emozionano sbagliando ogni cosa, mi direbbe qualche femminista a cui piace la CONSOLI: tu, proprio tu, non metterti nei commenti, non vincerai un vibratore, sappilo.
CARMEN fa degli accordi, come a dire CAZZO SUONO IL BASSO FACENDO GLI ACCORDI, TOH CHE BRAVA CHE SONO (ricordiamo che CARMEN pensa tutto in siciliano, traduco per gli utenti), invece brava non e', allora CARMEN potevi andare ai piedi dell'Etna e sperare che la lava si portasse via te, franco battiato, ed anche sgalambro.
ed anche _____________ (da completare a piacimento).
il turno, a questo punto, e' di VINICIO, ed io dovrei essere stanco e spegnere la tv, ma vado avanti.
questo me ne arriva con una tuta da lavoro( come ti vengono in mente, te le consigliano?), accompagnato da un gruppo di 89 elementi la maggior parte dei quali sono musicisti seri e conosciuti dell'area jazz internazionale, e comincia la sua pippa, il suo prezioso lavoro di traduzione di tom waits mischiato al circo di moira orfei: (tom waits per le musiche, moira per le parole, o vicevera, chi lo sa, io non ho mai capito piu' di 8 parole a canzone caposselesca).
mi porta pure un anarchico vecchissimo che suona la sedia per non so quanti brani, poi fa il ballo di san vito e non gli passa, fa il ballo di san vito e non gli passa, fa il ballo di san vito e non ci passa, cazzo.
i salentini al ritmo della taranta saranno stati in delirio, ma nessuno si e' sentito male, e questo non ci fa ben sperare per il prossimo anno.
mi e' piaciuto invece PAOLO NUTINI: e' dovuto venire uno scozzese di origine italiana a farci sentire qualcosa di buono, che secondo me era pure ubriaco perche' a vedere ed ascoltare tutto quel disastro la voglia di bere forte ti viene: NUTINI fa un'esibizione pazzesca, e manda tutti a casa, molti sono gia' a casa, chi era a casa a vedere il concerto invece esca a fare baldoria, ma dopo NUTINI.
sul finire, ho intravisto, con piacere, l'ottimo CLAUDIO LOLLI (col quale anni orsono mi sono caricato una sbronza notevolissima a vino bianco dalle 13 alle 15,30 in zona san donato), ma l'hanno tagliato...no comment sulla lungimiranza della RAI, che da anni mi taglia il musicista piu' interessante, mettendolo intenzionalmente ultimo.
buon primomaggio anche a voi, amici.

Wednesday, May 05, 2010

MG-MD

Mentre dormi ti proteggo e ti sfioro con le dita,
ti respiro e ti trattengo per averti per sempre
oltre il tempo di questo momento.
Arrivo in fondo ai tuoi occhi quando mi abbracci e sorridi
se mi stringi forte fino a ricambiarmi l’anima questa notte senza luna.
Adesso vola tra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare.
Adesso vola.
Le piume di stelle sopra il monte più alto del mondo
a guardare i tuoi sogni arrivare leggeri.
Tu che sei nei miei giorni certezza, emozione.
Nell’incanto di tutti i silenzi che gridano vita
sei il canto che libera gioia, sei il rifugio, la passione.
Con speranza e devozione
io ti vado a celebrare come un prete sull’altare,
io ti voglio celebrare come un prete sull’altare.
Questa notte ancora
vola tra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare.
Adesso vola.
Le piume di stelle sopra il monte più alto del mondo
a guardare i tuoi sogni arrivare leggeri.
Sta arrivando il mattino, stammi ancora vicino,
sta piovendo e non ti vuoi svegliare.
Resta ancora, resta per favore e guarda come
vola tra coriandoli di cielo e manciate di spuma di mare.
Adesso vola.
Le piume di stelle sopra il monte più alto del mondo
a guardare i tuoi sogni arrivare leggeri.
Vooolaaaa…
Adesso vola.
Oltre tutte le stelle, alla fine del mondo,
vedrai, i nostri sogni diventano veri!

Sunday, May 02, 2010

pianificazioni.

io riesco a ragionare meglio quando non mi siete vicini,
perche' ho bisogno di tutelarla, la mia dispersione.
e non e' sempre cosi che va, non con tutti, almeno penso.
d'altro canto, io riesco a capire che mi scrivi tu anche se non ti firmi.
io se non mi guarda nessuno riesco a leggere molto
riesco ad uscire da solo a guardarmi intorno
invece di perdere tempo con me stesso.
se qualcuno mi osserva non riesco a vivere le cose intensamente,
ho bisogno che mi si trascuri, a volte.
io non so perche' sia cosi,
ma e' certo che stiano in questo modo,
adesso,
le mie cose.
allora se vuoi che io ci sia
se vuoi trovarmi,
fai finta di non guardarmi
ed arriva dove sai che ci sono
leggermente.

Tuesday, April 13, 2010

GANDOURA

GANDOURA e' una parola africana nuova che ho trovato in un libro letto di recente.
all'inizio GANDOURA e' un vestito che sembra riempire, che eleva l'anima, una sensazione strana di completamento, ora che mi ricordo.
ma GANDOURA significa, anche, contorno, bordo, ma per me vuole dire anche essenza.
che non c'e' essenza senza contorno,
ed a volte sono i contorni che ci portano all'essenza delle cose.
GANDOURA e' una parola cosi semplice che non posso credere che non sia complicata, in realta'.
GANDOURA e' uno sforzo notevole per arrivare alle cose.
GANDOURA e' andare a dormire fidandoti del contorno,
aggrappandoti ad uno sfondo,
come se per dare senso ad un quadro allora tu dovessi per forza possedere anche la cornice.
ed e' poi cosi che le cose acquistano ancora piu peso.
GANDOURA e' una parola che ho scritto sulla lavagna per non perderla, la sera in cui l'ho letta,
ed ho capito che mi piacerebbe leggerla ogni sera, come una prima volta, tra il volto che vedo sorridente ed un OHANA che non ho voluto cancellare troppo.
GANDOURA e' Parigi, l'attesa di Parigi, il ritorno di Parigi, l'amore dei miei amici fraterni a Parigi.
GANDOURA e' una preparazione ed un progetto,
perche' e' da li che si arriva alla realizzazione.
se GANDOURA e' quello a cui tendo,
allora riempirlo, questo contorno,
non sta piu' alle parole,
ma solo alle azioni
alle cose che e' il caso di fare,
ai movimenti,
ai viaggi,
ai percorsi,
ai legami che si ritrovano,
alle tensioni,
alle emozioni,
al ritornare nei luoghi
al ritornare alle persone,
nella giusta GANDOURA,
ammesso che si usi cosi una parola,
ammesso che le parole debbano per forza dirsi
o solo basta sentirle e pronunciarle a bassa voce.
dunque sentilo
anche a bassa voce
o pensaci con leggerezza:
GANDOURA.

Monday, March 29, 2010

even now.

Even now I can smell the clothes
Freshly from the wash
Still hot from the dryer

Even now I can smell your skin
To wrap you in a towel
Lay you on the bed
And try to love you

Even now I can feel your arms
I can feel your breast
I can hear your songs
And I always can find you again

Even now I can feel your hand
Gently over mine
With almost no weight at all

Even now I can feel your eyes
Watch me as I strum
Much too late at night

Even now I can see you smile
I can hear you hum
I can hear you sing
And I always can find you again

Even in the dark of night
Even in the lowest light
Even as the world outside
Is spinning, and spinning

Even now I can feel your hair
Blow across my cheek
As we sit in one of two chairs

Even now I can feel your face
Resting on my chest
Wrestling for sleep
And failing at it

Even now I can see you sleep
I can see the dream
I can see you fly
And I always can find you again
And I always can find you again
And I always can find you again
Categoria: Musica

Saturday, March 13, 2010

assolutamente meraviglioso.

There's songs, songs you bring to us
You now fold a string around us
You grow, I see you sing for us
You go and tie a string around us

I see the walls and see them fall
You break through them all
I see you crawl, now you stand tall
Grow and grow till tall

In storm we scream against the stream, our eyes watering
Jump into lakes, the surface breaks
We swim underwater, and our mouths - In tune

We all want to grow with the seeds we will sow
We are all meant to go - Home

I see forest, a treasure chest full of labyrinth
I see a door, holes in the floor
We'll breed seeds - We grow

There's songs, songs you bring to us
You pin both the wings on all
I hear it, I see you sing for us
You go and tie a string around all

Some mountains drop to this earth
(You turn an ear and walk on....)

We all want to grow with the seeds we will sow
We are all meant to go?

We all want to go with the trees that we will grow
We all want to go - Home

Wednesday, March 10, 2010

BERLIN.

Berlino
e' quella citta' in cui arrivi che ha gia' fatto buio, e ti sembra di essere di troppo
ti sembra che nessuno ti voglia
e forse hai sbagliato posto,
tu che non lo sai quale sarebbe un posto azzeccato.
Berlino
e' quella citta' che esci il primo giorno,
ti rendi conto che deve essere bella e particolare
ma non capisci perche'
nemmeno dall'alto di quella torre della tv
di cui si vergognano, a Berlino,
perche' da lontano sembra una croce e loro le croci le hanno bruciate tutte.
Berlino
e' quella citta' che poi quella torre ti segue sempre e non hai capito che sembra vicina solamente perche' e' grande e dunque e' lontana, non e' mica vicina.
Berlino
e' quella citta' che ad ogni angolo qualcuno ha una birra o uno jagerino in mano
ma se gli passi davanti non solo non ti disturba,
ma quasi ti accoglie e ti invita,
quella signora che alle 10 del mattino gia' beveva pesante ed il suo viso gonfio delimitava le soglie di cio' che non devi superare.
Berlino
e' quella citta'
che e' immersa nelle scritte, nelle palazzine colorate all'inverosimile,
ed ora quando guardero' un palazzo cosi denso non potro' non pensarci,
a Berlino.
Berlino
e' quella citta'
dove si scontra tutto con veemenza ma allo stesso tempo tu sei tranquillo,
eppure sei di fronte allo scontro.
Berlino
e' quella citta'
in cui una volta hanno creato un muro, ma non la divideva precisamente in due,
ed oggi quel muro e' aperto da 20 anni, cancellato da altrettanti,
ma percepisci il suo peso ed il suo spessore di storia mondiale.
Berlino
e' quella citta'
che ha sterminato gli ebrei
ed oggi li onora, li ricorda,
e sembra che sia qui oggi, l'unica casa che il mondo offrirebbe agli ebrei.
Berlino
e' quella citta'
in cui alle 6 del mattino ti sembra che il tedesco lo potresti imparare,
anche se e' difficile
perche' Berlino e' difficile nella sua dimestichezza
cosi carica di gioia di vivere.
Berlino
e' quella citta'
in cui respiri l'arte come se avessi l'asma e non riuscissi a gestirla tutta,
e' quella citta'
in cui Biddo costruisce, disegna e distrugge edifici,
e tu lo capisci che Berlino e' soprattutto i suoi, di edifici.
Berlino
e' quella citta'
in cui quando passi da Potsdamer Platz non hai afferrato bene la cosa,
e ci devi ritornare almeno due ore,
in quella che sarebbe soltanto una piazza,
che in ogni punto del mondo e' soltanto una semplice piazza.
Berlino
e' quella citta'
in cui alla fine ti scordi
e ti senti assorbito cosi tanto in quella calma e sostanza
che non sai come mai
ma non vorresti mai lasciarla perdere, Berlino.
Berlino
e' quella citta'
che non ho capito
come spesso mi accade
e poi ti cresce ogni giorno dentro
e lo accetti anche se non sai in che modo
perche' Berlino ti accarezza e non ti schiaffeggia mai
nemmeno col freddo da tremare,
come sapesse gia' cosa volevi tu,
quando sei arrivato a Berlino
non riuscendo poi a lasciarla,
intimorito
a
Berlino.

Sunday, March 07, 2010

un'altra morte orribile.

You are a car
You are a hospital
I'd walk to hell and back
To see you smile
On saturday

You are a star
You are a sea of air
I play great keyboards
Of horses' teeth
On saturday
On saturday

I'd like to tell you
How I feel
I'll probably keep it
'til saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday
Oh saturday, saturday

Saturday, February 27, 2010

nel tuo mondo blu.

Confess, your kiss still knocks me off my legs.
The first time I saw you was like a punch right through my chest
and I will forever, ‘cause you’ll forever be
my one true broken heart, pieces inside of me
and you’ll forever, my baby be.

You will rest your head, your strength once saving.
And when you wake you will fly away,
holding tight to the legs of all your angels.
Goodbye my love, into your blue, blue eyes,
your blue, blue world, you're my baby blue.

Confess I'm not quite ready to be left.
Still, I know I gave my level best.
You give, you give, to this I can attest
You made me, you made me.
You and me forever, baby.

You will rest your head, your strength once saving.
And when you wake you will fly away,
holding tight to the legs of all your angels.
Goodbye my love, into your blue, blue eyes,
in your blue, blue world, you and me forever.

You will rest your head, your strength once saving.
And when you wake you will fly away,
holding tight to the legs of all your angels.
Goodbye my love, into your blue, blue eyes,
in your blue, blue world, you and me forever.

Monday, February 22, 2010

i conti.

ti ritrovi alla fine di febbraio, con marzo alle porte, che hai finito il tuo lavoro.
ti ritrovi, davvero, col dubbio che magari ti eri smarrito, col dubbio di avere per le mani soltanto acqua sporca.
ti ritrovi in amministrazione, a restituire un telefonino ed una chiavetta, con Tania che ti guarda materna, e ti scendono le lacrime senza che tu possa fermarle.
ti ritrovi che al di la' di questa pioggia c'e' una primavera alle porte, un viaggio annunciato da tempo, e qualche certezza in meno che ti ha devastato in crescendo.
ti ritrovi a pensare a Barletta, un novembre di caldo assurdo che finiva a Catania, e i cannoli portati in aereo per dimenticarti la fatica delle prime esperienze.
ti ritrovi che prima di questo c'erano soltanto trasferte da qui a Mirandola, e quando tornavi a casa era di nuovo la casa dell'anno passato, e la bici correva sotto i portici e capivi che era gia' una fortuna entrare ogni giorno a teatro.
ti ritrovi che poi era dicembre, e ti cresceva dentro la voglia di un natale in famiglia e in Sardegna, e Milano era cosi lunga e quando potevi tornavi a Bologna, e la neve quest'anno sembrava infinita, mentre tu ti consumavi tra rabbia e pazienza inimmaginata.
ti ritrovi da Linate e di nuovo al Marconi, con una macchina che buca subito e per poco non resti per strada, e qualcuno ha lasciato comunque una strada, sei a Brescia e ti calmi, e ti chiedi, e non ottieni grandissime risposte, ed allora nemmeno ti incazzi piu': forse questa e' una chiave.
poi in mezzo i treni notturni di Prato, ed ancora quel centro di Recanati cosi piccolo e comodo, che vai via e ti sembra di non esserci mai e poi mai capitato.
ed infine i giorni in Friuli, che piu' o meno la voce ritorna e si mischia al prosciutto ed alla grappa, ti rilassi perche' ormai stai finendo,
e quindi e' di nuovo Bologna.
non penseresti mai che tutto questo accadeva dal 26 di ottobre al 21 di febbraio,
ed e' accaduto di tutto,
e ti e' caduto un po' tutto,
e bene o male resisti,
con gli occhi stracolmi di lacrime per tutte le persone che hai visto e con le quali hai parlato per mesi
come fossero magari soltanto una famiglia allargata,
che come tutte le famiglie a volte ti fa incazzare troppo,
ma poi ci vorresti tornare ogni giorno.

Thursday, February 18, 2010

Wednesday, February 10, 2010

d & d.

un diamante e' per sempre
ma anche una delusione.
dipende dal diamante,
o dipende dalla delusione.
ma secondo me son meglio i diamanti
delle delusioni.

un diamante oggi
non vale un cazzo,
non quanto una delusione.

Saturday, February 06, 2010

bella lei.

e torni addirittura con un triplo album!?!?!?!eheheheh joanna...l'importante e' che torni.

Thursday, February 04, 2010

IBR.


Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perche' in verita' non s'era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perche' pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere cosi.

Thursday, January 28, 2010

tour.

ecco uno di quei giorni che me lo chiedo dove cazzo sto andando dal 26 di ottobre.
oggi e' uno di quei giorni in cui me lo chiedo, porca puttana.
e mi chiedo dove si arriva, oltre che ad un numero sul mio conto che dovrebbe rilassarmi, mentre aspetto di tornare ai miei suoni.
ci sono giorni in cui sono cosi teso che se esco al freddo e mi metto a piangere ho paura mi si gelino anche gli occhi per sempre.
ci sono giorni che mischio tutto quello che mi dicono con tutte le cose che intorno a me stanno cambiando, e non mi ritrovo.
ci sono giorni che ad alcune persone vorrei chiedere aiuto, e vorrei che mi ascoltassero, e vorrei che facessero qualcosa per le mie debolezze.
ci sono giorni in cui se non nevica mi sembra che bologna non mi voglia bene, e non me ne frega niente che per strada non si possa camminare.
ci sono giorni che ho guidato per 500 km di notte, che per me non faceva la differenza nulla, guida tu, guido io, non guidiamo, andiamo a casa, partiamo per il belgio.
ci sono giorni che mi sembra uno scherzo questo punto in cui mi trovo ora, in cui mi sembra folle non recuperare.
ci sono giorni che non mi guardo allo specchio per paura di non ritrovarmi,
per paura di non essere piu' io,
per paura che possa gia' essere peggiorato in una figura che dista anni luce da me.
e ci sono giorni che non parlo perche' ho paura di non essere capito.
di questo tour mi rimangono i chilometri che mi hanno allontanato da me stesso
i silenzi di qualcuno che ha rinunciato a parlarmi dopo un mese di tour perche' gli ho detto cosa aveva deciso la produzione ma non si dovrebbe mai smettere di parlare.
ci sono giorni che nel ruolo di stronzo anche io sono stato a disagio, che sei stronzo davvero oppure no non fa differenza per nessuno, in tour.
se tu mi stai parlando, fallo anche a bassa voce che provero' a capire tutto quello che vale la pena di capire, se vale la pena di capire quando qualcuno ti parla.
di questo tour mi rimangono gli odori ed il caldo di catania
mi rimane il freddo di savona,
la notte che stavo per piangere dal malditesta
che erano due notti fa ed ho pensato ECCO ORA VADO VIA SENZA NEMMENO SALUTARE.
di questo tour mi rimangono un sacco di cose che ho detto ed in troppi non mi hanno capito.
di questo tour mi rimane una pagina con scritto un luogo, e l'importante e' che sia per almeno 30 giorni.
mi rimangono le sigarette che ho subito e non volevo mi venissero fumate in faccia,
mi rimane la citta' di pandora con i na'vi che ignorano il progresso,
mi rimane la milano peggiore con tutto che milano e' la milano peggiore anche senza di me
mi rimangono le cose che ho fatto bene
mi rimane un errore madornale che mi sembrava tale ed alla fine tutto quello che sentivo dire era:
TU TE NE DEVI FOTTERE.
di questo tour a volte penso non resti niente,
solo le lacrime che ho pianto per due giorni con le persone che avevo vicine perche' non riesco ad accettare la morte di PI.
mi rimane nella testa il mulino che PI restaurava, ed il troppo poco tempo che abbiamo per fare un mulino, pensa per restaurarlo un cazzo di mulino di merda che gira sulla bara di PI che pero' e' morto e son giorni che piango al pensiero di PI e di Gianni che soffre per PI.
di questo tour mi rimane la voglia di gridarvi che potete andare affanculo ed io me ne frego.
di questo tour mi rimane una solitudine irrisolta e gigantesca tipo manifesto pubblicitario,
mi rimangono risposte sbagliate,
mi rimangono le spalle che ho alzato a lavoro perche' le ho abbassate in camera mia, di fronte alla lavagna come un bambino in punizione.
di questo tour mi rimane un'idea di peggioramento ed un ingigantimento che forse son finti,
e mi rimane la scelta di due posti in cui non farmi trovare,
perche' ho bisogno di vedere dove sono arrivato,
per capire se di questo tour mi rimane anche il bello.

di questo tour mi rimangono le quinte che si creano dal nulla
mi rimane una foto in cui siamo in 5 dentro un ascensore minuscolo
mi rimane una risposta ironica colta da qualcuno
mi rimane che mi lascio scivolare le cose
mi rimane quel giorno che ti ho detto di dimenticarti la vecchia amministratrice cosi te la vivevi meglio con me, stronza
mi rimane che a volte mi dimentico di tutto ed ascolto la musica che mi piace
mi rimane un amico migliore di quanto gia' avessi intuito
mi rimane una valigia sbagliata e chiusa all'ultimo
mi rimane che mi hai prestato il tuo maglione togliendotelo di dosso,
mi rimane un sogno che mi sono scordato perche' dormivo con troppo entusiasmo,
mi rimane quel sogno in cui tutto era apposto e non so come cazzo fosse possibile che tutto era apposto.
di questo tour mi rimane che ancora lo devo finire,
e forse ne farei anche un altro.
mi rimane che la sicilia doveva saltare, e dunque il 21 febbraio ci congederemo tra noi.

mi rimane qualcosa che mi sembra brillare pian piano,
e non so se rincorrere ancora in maniera discontinua,
perche' non riesco a vederlo bene,
questo qualcosa,
dai camerini del tour che devo ancora finire,
nei camerini di quel tour che devo ancora finire.

Tuesday, January 12, 2010

enorme dolore.


e' andato via PI KEOHAVONG.
col suo mulino che girava ed al quale stava dando uno sfondo per se e sua moglie.
coi suoi trampoli che camminavano su tutto.
e' andato via PI che non c'e' tempo, non c'e' mai abbastanza tempo per tutto.
e' andato via PI e per noi qui e' tutto troppo difficile da gestire,
da vivere,
da rimanere.

Wednesday, January 06, 2010

lhasa de sela (1972-2010)

viene una gran tristezza nel sapere che sei andata via per sempre il primo giorno dell'anno nuovo.
e che non sei riuscita, materialmente, a sopravvivere ad un tumore al seno che non ti ha lasciato scampo, dopo 21 mesi di cure.
non ci resta che guardarti cantare, con l'enorme bellezza che ti apparterra' sempre.
amore e luce per la tua anima, ha scritto qualcuno nei commenti.

Tuesday, January 05, 2010

qui dopo 7 anni.

torni dopo 7 anni, che non ti curi di cosa e' successo nel mondo della musica.
torni e forse lo sai bene cosa e' successo, e magari non te ne curi con tutto te stesso.
torni dopo 7 anni, ma se sei uno che con 3 dischi ha fatto storia allora uno non capisce come mai decidi di sparire.
torni dopo 7 anni, o forse 8, dopo che avevi dato cosi tanto con la tua voce, le tue parole, gli splendidi arrangiamenti, cosi essenziali, cosi antichi, cosi giusti quando penso a cosa ha senso ascoltare dalla mattina alla sera, nella tua america.
torni dopo 7 anni ed io non lo sapevo, ogni tanto leggevo di te, ti riguardavo nelle cose vecchie che ancora trasudavano amore.
torni con una band che suona come dovrebbe suonare un gruppo.
e torni con la tua voce incredibile, cosi ricca di eleganza.
torni, ed ora ti si ascolta e basta, con quel piglio di emozione che ancora manifesti nelle prime uscite, in attesa della reazione di chi ti ascolta.
torni, e allora bentornato maxwell.

Monday, January 04, 2010

una cosa che mi ha ricordato te oggi.

una cosa che mi ha ricordato te oggi e' stato camminare sotto la neve che ancora nevicava comunque, con le cuffie che mandano musica, ed io posso dunque scoprire o riscoprire questa canzone meravigliosa e dedicartela:

I was an unmarried girl
I'd just turned twenty-seven
When they sent me to the sisters
For the way men looked at me
Branded as a jezebel
I knew I was not bound for Heaven
I'd be cast in shame
Into the Magdalene laundries

Most girls come here pregnant
Some by their own fathers
Bridget got that belly
By her parish priest
We're trying to get things white as snow
All of us woe-begotten-daughters
In the steaming stains
Of the Magdalene laundries

Prostitutes and destitutes
And temptresses like me--
Fallen women--
Sentenced into dreamless drudgery ...
Why do they call this heartless place
Our Lady of Charity?
Oh charity!

These bloodless brides of Jesus
If they had just once glimpsed their groom
Then they'd know, and they'd drop those stones
Concealed behind their rosaries
They wilt the grass they walk upon
They leech the light out of a room
They'd like to drive us down the drain
At the Magdalene laundries

Peg O'Connell died today
She was a cheeky girl
A flirt
They just stuffed her in a hole!
Surely to God you'd think at least some bells should ring!
One day I'm going to die here too
And they'll plant me in the dirt
Like some lame bulb
That never blooms come any spring
Not any spring
No, not any spring
Not any spring

Tuesday, December 29, 2009

e ora?

il senso del natale, forse,
e' la fuga dal proprio lavoro,
dalla routine,
dalle persone che non vuoi piu' vedere.
il senso del natale e' quel freddo fitto
che ti entra nel cappello e ti incrina il bordo
ed e' la pausa dentro un inverno troppo duro.
il senso del natale e' tornare e trovarti ad un tavolo
in mezzo al centro della tua citta'
e' trovarti dove ti ho lasciata l'anno scorso quando era natale.
il senso del natale e' quel giorno lunghissimo
finito alle 7 del mattino ancora col buio.
e' rivedere e stringere tutti quelli che hai perso nelle strade e negli impegni.
il senso del natale e' troppo breve,
e non e' quello del capodanno,
e' gia' finito
ed esistono di nuovo solo domande
ed obblighi
e doveri
ed impegni ai quali non puoi sottrarti
come fossero dispiaceri da accumulare,
senza rinunce possibili.

Monday, December 21, 2009

Friday, December 18, 2009

un piacevole ritorno.


Chiedimi
come parlo di te
quando non ci sei
quando senza pensarci nemmeno...dico solo LEI
legami
tra i tuoi gatti pesanti
tra i maglioni invernali
che non hanno ancora un posto
dentro gli armadi
giura che
non vorresti vedere mai
il nostro amore dato in pasto all'abitudine
chissà
se poi ti basto per davvero
e senza una risposta scappi via
ed io rimango fermo ad ascoltare
qualcosa che non so spiegarmi
come se avessi vissuto soltanto per te
come se avessi vissuto soltanto per
chiederti
come vanno le cose
se hai trovato parchegio
se ti trattano bene dentro a queste ore
pensami
quando hai poco da dire
se ti senti diversa
quando emergi a fatica senza una risposta
cercami
dove tu non guarderesti mai
dove la sera sta abbracciando una vertigine
chissà
se poi ti basto per davvero
e senza una risposta scappi via
ed io rimango fermo ad ascoltare
qualcosa che non so spiegarmi
come se avessi vissuto soltanto per te
se avessi vissuto soltanto per te
se avessi vissuto soltanto per te
soltanto per te

stasera a bologna.


ma capita tutto velocemente
e una sera torni a casa a bologna
invece di tornare il giorno dopo
e di mattina, e non di sera
e invece torni di sera ma il giorno prima
e puoi partire e arrivare alle 23, se vuoi, scegli.
e arrivi da milano e da tutti i posti che magari un po' va bene starci ma non sono una casa,
e vabbeh insomma arrivi a bologna
e a bologna nevica,
e sembra che bologna alla fine ti adori anche lei
ed i fiocchi son grandi, e ti si appiccicano come stelline
e ti senti come se bologna fosse proprio una madre e una casa,
tu che quando viaggi ti dimentichi quanto e' bella bologna
quanto la ami bologna
quanto e' tua ormai bologna, con tutti i suoi vuoti e i suoi pieni,
ed e' una casa bologna
ora che le case sono diverse e nemmeno tante,
ma e' una casa colorata bologna,
stasera colorata di neve
e di cuore
e di respiri che leggi nel freddo, bologna,
e mi riempio di te, questa sera,
che ti sento nevicare
e vivere del mio ritorno,
e allora grazie che sei ancora qui cosi grande, bologna.

Wednesday, December 02, 2009

Monday, November 30, 2009

st



le cose che non ci siamo scelti
sono i luoghi in cui approdiamo
sono i datori di lavoro che ci comandano
sono gli screzi a cui assistiamo
sono i figli che non obbediscono.

le cose che non ci siamo scelti
sono le occasioni mancate
sono le fughe dal centro
sono le tristezze di inizio settimana.

le cose che non ci siamo scelti
sono tante e conviviamo bene solo con alcune
sono in crescita e non ci sottraggono mai dal punto
sono scuse per liberarci di noi stessi
sono appigli ad una vita normale che in fondo non desideri.

le cose che non ci siamo scelti,
in qualche modo,
sono scelte piu' convinte di altre,
sono sacrifici ed attese sature di noi

ed io non ti scelgo oggi
solo perche' l'ho gia' fatto ieri
e non poterci piu' fare niente
e' la cosa migliore che mi potesse capitare,
come una scelta.

Friday, November 27, 2009

esce oggi.


tu che sei un petalo
senza profumo,
ma che un profumo ha
ed e' la pura verita'
pensata ma non detta.

Thursday, November 26, 2009

this is it.


quando samuele mi ha consigliato di andare al cinema a vedere THIS IS IT ero perplesso, abbastanza perplesso, perche' non ho amato nulla di questo clamore a posteriori di cui come al solito si e' rivestito il mondo nei confronti di mj.
non mi sono piaciute molte parole, troppi discorsi, il doppio album postumo con le voci dei fratelli a fargli da controcanto, e poi questo film.
che poi e' un documentario di 2 ore circa, estratte da una valanga di registrazioni video che dovevano andare dritte nel suo archivio personale.
alcuni dicevano che mj fosse finito,
fosse ormai una pallida copia dell'artista che negli anni '80 ha indicato la strada,
che fosse un esaltato intento solo a sbiancarsi la pelle,
che non sapesse piu' ballare,
che avesse perso la voce,
insomma ognuno diceva la sua.
la realta' e' che se qualcuno avesse la curiosita' di sapere cosa stava combinando mj prima di morire e' possibile soddisfarla andando a vedere il film, o aspettando che esca il dvd.
quello che stava facendo, secondo me, era ancora una volta spettacolare ed unico, ma sopratutto completamente oltre quello che e' possibile immaginare quando si pensa ad un concerto.
quello che ancora mj era riuscito a cantare, arrangiare, ballare, era di primissima scelta, era denso di ispirazione e di amore, come lui stesso ama ripetere durante il film.
tutti i collaboratori di cui si e' cirdondato sapientemente appaiono abbastanza offuscati dalla sua luce, grande come non mai, come se non fosse morto, e come se all'uscita potessimo comprarci il biglietto per un suo concerto vero.
ed e' tanto un peccato ritrovarsi immersi nelle poltroncine del cinema non appena parte MAN IN THE MIRROR, perche' tutto quello che stavano provando questi artisti non ha avuto la luce di una ribalta come meritava, a parte queste due ore a noi concesse.
si esce poi all'aria aperta ancora increduli, perche' uno cosi speravi non morisse mai, e speravi prima o poi di poterlo vedere dal vivo e da vivo, anche da lontano, piu' di come ci e' stato concesso di fare.

Saturday, November 21, 2009

scadenze


sono quasi due.
al centro della scena,
dopo il sipario:
incubi
gru
coca-cola
lacrime
i negrita incomprensibili
il primomaggio
letti
convivenze
fratelli
musiche
madri
ikea
parigi
stitch
paolo
la vecchia casa
la stizza
sia
congelamenti
densita'
finali
meno, molto meno
rimini a 4 stelle
urla
il bowling
il basco rosso
il vino
gli svenimenti
i piedi lavati
le scarpe in mano
i funerali
joni
i matrimoni
gli abbracci
i calendari
l'insicurezza
gli autobus
i viaggi in macchina
la voce ed il pianoforte
i cartoni animati
i cinema
le multe
gianmaria
il jazz
le lezioni da silvia
i caffe'
le attese
i ritorni
i cappotti
le diete
i sorrisi
le foto
il capodanno
e poi noi sullo sfondo
con tutto quello che non si scrive ma si legge lo stesso.

Saturday, November 14, 2009

the book of love


The book of love is long and boring
No one can lift the damn thing
It's full of charts and facts and figures and instructions for dancing
But I
I love it when you read to me
And you
You can read me anything
The book of love has music in it
In fact that's where music comes from
Some of it is just transcendental
Some of it is just really dumb
But I
I love it when you sing to me
And you
You can sing me anything
The book of love is long and boring
And written very long ago
It's full of flowers and heart-shaped boxes
And things we're all too young to know
But I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
You ought to give me wedding rings

Il libro dell'amore è lungo e noioso
Nessuno riesce a sollevare quella dannata cosa
E' pieno di grafici e fatti e figure e istruzioni per danzare
Ma io
Io amo quando me lo leggi
E tu
Tu puoi leggermi qualsiasi cosa
Il libro dell'amore ha della musica all'interno
Infatti la musica viene proprio da lì
Un po' di questa è astrusa
Un po' di questa è davvero stupida
Ma io
Io amo quando canti qualcosa per me
E tu
Tu canti per me ogni cosa
Il libro dell'amore è lungo e noioso
Ed è stato scritto molto tempo fa
E' pieno di fiori e scatole a forma di cuore
E di cose per le quali siamo troppo giovani per sapere
Ma io
Io amo quando mi regali qualcosa
E tu
Tu dovresi regalarmi fedi nuziali
E io
Io amo quando mi regali fedi nuziali
E io
Io amo quando mi regali qualcosa
E tu
Tu dovresti regalarmi fedi nuziali
E io
Io amo quando mi regali qualcosa
E tu
Tu dovresti regalarmi fedi nuziali
Tu dovresti regalarmi fedi nuziali

Wednesday, November 11, 2009

via.


si parte e si lascia un letto appena piegato con sopra la valigia,
un'anta di armadio aperta,
una paura accennata che si rilassa soltanto la notte
indipendentemente dalle case che ci accolgono.
si parte e si lascia un dubbio
un bicchiere quasi finito di buon vino
una mano stretta
una sigaretta accesa e spenta male
una felpa per il freddo del balcone
un film che non riesci a vedere
una pianta che speri non muoia
una densita' che non svanisce
un freddo che si scioglie piu' avanti.
si parte e si lascia un arrivederci a meta'
una telefonata per cui non abbiamo richiamato.
si parte e si lascia se stessi e si parte con se stessi
si lascia un brivido e se ne portano altri.
si parte e si lascia una sicurezza pur instabile,
e si aspetta sempre qualcosa
e ci si aspetta sempre qualcosa.
si parte,
ci si allontana,
ma poi e' come se fossimo sempre nello stesso punto
azzerati e conclusi.

Sunday, October 25, 2009

Velimir Chlebnikov

Poco, mi serve.
Una crosta di pane,
un ditale di latte,
e questo cielo
e queste nuvole.

<<<<<<<<<<<

Ma io vengo da te, in Tibet...
Mi cerco una casetta, là,
Il tetto coperto di cielo,
Cinte di vento le pareti
Il soffitto che guarda le erbe,
Per terra dei fiori, verdi.
Là, calmerò le mie ossa.

Tuesday, October 20, 2009

sia


aiuto, l'ho fatto ancora
sono stato qui già tante volte
mi faccio del male ancora oggi
e la cosa peggiore è che non c'è nessun altro da biasimare

sii mio amico
aiutami, avvolgimi
sfogliami
sono piccolo
e bisognoso
scaldami
e respirami

mi sono perso ancora
perso e sono dove non mi possono trovare
si, penso che potrei mollare
mi sono perso ancora e non mi sento al sicuro

sii mio amico
aiutami, avvolgimi
sfogliami
sono piccolo
e bisognoso
scaldami
e respirami

sii mio amico
aiutami, avvolgimi
sfogliami
sono piccolo
e bisognoso
scaldami
e respirami

Monday, October 19, 2009

attimi.

non ho bisogno di un attimo in piu'
non c'e' bisogno di dirmi le cose che non dici tanto spesso
(anche se mi piace sentirle)
perche' io le sappia
perche' io le conosca
perche' io sia tranquillo,
nel caso in cui non ci fosse un altro attimo
oltre questo appena finito
oltre questo appena passato
insieme.

Wednesday, October 14, 2009

richieste in autunno.

ieri e' arrivato l'autunno
e stavolta, senza scherzi,
sembrava che non dovesse arrivare mai.
e son tornato a casa ghiacciato con l'olio di mandorle per il ney,
e pochi sanno che cosa vuol dire oleare un ney, nemmeno io tra questi lo so.
mia madre dice che da loro ancora non e' arrivato l'autunno,
e' solo scesa la temperatura,
a me sembra uno scherzo questa cosa che in diverse regioni oramai ci siano diversi climi.
e' uno scherzo di pessimo gusto, che mi offende.
comunque l'autunno e' arrivato di colpo
come quando il postino ti suona e ti fa scendere alle 11,30.
e l'autunno ha chiesto permesso alle tue labbra,
nelle strade che per poco han portato a casa.
ha chiesto permesso alle tue gambe piu' magre
ma a me sembrano sempre forti, comunque gli auguro di trovare altra forza per sorreggerti.
ed ha chiesto olio alle nostre biciclette,
che ora non parcheggiamo di fianco
e che non chiudiamo a chiave se ci stiamo vicini.
ed ha chiesto un lavoro dopo la fine del precedente contratto
ora che tutto finisce e poche cose cominciano,
e pensa quante continuano, beatamente,
ma le cose continuano anche da sole, e quanto affascina guardarle,
e confermarle, e sorriderne.
a volte anche le cose piu' dense e complicate ci fanno sorridere, e' strano.
e l'autunno ti ha chiesto qualcosa di nuovo e di tuo,
e l'autunno non delude, perche' l'autunno non finisce mai,
quella e' l'estate.
ed ha chiesto un cappotto francese comprato a Saint Germain a poco prezzo per essere Parigi,
ha chiesto ai cugini francesi uno scorcio,
ed ha chiesto a Montpellier un lavoro e qualcosa di nuovo,
ha chiesto agli amici un appoggio teatrale e accogliente,
ha chiesto a se stesso pazienza.
si pazienta facilmente, quando ci si manca.
ha chiesto tensione o concentrazione oppure un pochino di gioia.
non esistono persone che possono distruggerci,
ci distrugge solo il ritardo della nuova stagione,
se aspettiamo che sia quella fredda.
non esistono luoghi che ci tengono lontani,
esistono solo strumenti da appoggiare sui piani.
e da riprendere, cosicche' imparino o riprendano a suonare.

Tuesday, October 13, 2009

hai capito gli inglesi col banjo?



questo disco si intitola SIGH NO MORE, loro sono i MUMFORD & SONS, fanno una sorta di folk impiastricciato e bastardo e bravi loro.

Monday, October 12, 2009

in qualsiasi altro mondo.

e' incredibile che un giorno curiosi su youtube e scopri, per assonanze, per termini comuni, per associazioni anche ignote, per senso melodico, che esiste una canzone bellissima, cantata benissimo, suonata ancora meglio, e arrangiata splendidamente, di un musicista che associ soltanto ai cellulari, o ad un genere commerciale. e invece basta poco. cosi poco che mi sembra inattaccabile, e devo parlarne.

Saturday, October 10, 2009

vai Tigran!!!

nuovo talento del jazz: un polistrumentista armeno che vive a new york e viaggia come pochi.

Tuesday, October 06, 2009

il ritorno di EDDA.

Erano gli anni 90, e nel rock italiano, oltre alle primissime prove in italiano degli afterhours, dei marlene, dei csi primi in classifica, c'erano anche i cosiddetti (primi) gruppi indipendenti che riscuotevano consensi e successi.
tra questi mi vengono in mente gli scisma, ma questo post invece non parla di loro, bensi di un gruppo milanese noto come RITMO TRIBALE, autori di storici brani come UOMINI, o la ballatona SOGNA.
7 dischi all'attivo, una carriera inarrestabile almeno fino al 1996, quando del loro leader, stefano rampoldi detto EDDA, si sono perse le tracce.
13 anni dopo EDDA e' ricomparso, dopo che i suoi vecchi compagni han fatto perfino una applaudita reunion senza di lui, che se si guardano i video su youtube il commento piu' leggero e' che senza EDDA e' tutto tristemente diverso.
e lui non risponde, non c'e', e' altrove, e dopo 13 anni pero' esce con un disco da molti salutato come un capolavoro di minimalismo, poesia, ed essenzialita', intitolato "semper biot", sempre nudo.
canzoni, semplicemente canzoni, sempre canzoni.
la cosa piu' interessante pero' di questa storia e' il personaggio, che in questi 13 anni ha ammesso candidamente di essersi drogato perche' non riusciva e non aveva voglia di stare dietro alla vita da rockstar, e in diretta dalla Bignardi (come daria abbia fatto a trovarlo, conoscerlo, e portarlo in trasmissione nessuno lo sa!!!) ha snocciolato frasi tipo "non riesco ad avere degli affetti perche' tanto fanno male", ed ai complimenti degli addetti ai lavori, della critica, e del pubblico risponde: COSA VUOI CHE TI DICA? STANNO TUTTI ESAGERANDO.
ora, disintossicato, fa l'operario, poi prende la sua chitarra e va a suonare, possibilmente con una felpa nera con scritto ASFANTELLI PONTEGGI o roba simile.
questo e' il primo brano del disco, che si chiude col violino dell'amico MAURO PAGANI, ed ha un testo ispirato al libro di Isabella Santacroce:

Monday, October 05, 2009

mercedes sosa (1935-2009)



regina, ci mancherai.

(per orlo e la frasca).

conosco alcuni luoghi
che sono pochi luoghi
in cui arrivi e sei a casa
ed e' strano arrivare a casa se devi partire da casa
eppure e' cosi.
ci sono persone che ti accolgono
con un sorriso che sembra sempre il primo del giorno
con un chiarore di occhi che percepisci solo quando superi la soglia
e ti chiedi se e' proprio cosi che vanno certe cose
se e' proprio cosi che si costruiscono i rapporti
cementificano le intese
fissano le intenzioni.
esistono dei luoghi dove entri e ti senti in pantofole
dove parli e di colpo tu sei nel cortile di te ora bambino.
esistono luoghi
dove non racconti chi sei e lo sanno
dove non chiedi da bere e te ne danno
dove andrebbe bene anche subire un torto,
a volte si ama anche il torto.
ci sono luoghi
che sono anche gli spazi
e ci sono spazi
che van bene oltre i luoghi.
ci sono aperture
e sintonie mai scritte
che restano dentro anche quando vai via
e ti chiedi
semplicemente
quando sara' ora
del ritorno.

Friday, October 02, 2009

scarafaggi.


c'e' stato quel giorno a Notre Dame, che a me e' sembrato tutto senza tempo.
di questo avrei bisogno ora.

Thursday, October 01, 2009

bambini presenti.

l'altro giorno mentre tornavo dalla mia mezz'oretta di corsa sono passato affianco ad un asilo, coi bambini in pausa pranzo o pausa e basta che si affollavano in un parchetto pieno di giochi dalle forme improbabili.
un bambino scurissimo mi ha subito visto, mentre con una corsetta defaticante davo sfogo alle ultime energie, e dato che avevamo circa 100 metri in comune da fare, separati solo dalla classica rete antipedofili, ha iniziato a correre con me.
lo guardavo in quei pochi metri insieme, che si sforzava di essere piu' veloce e cosi ho iniziato a rallentare lasciandolo in testa, e nel mentre gli altri bambini hanno iniziato a tifare per lui, seguendoci piu' o meno da vicino.
ovvio che quel bambino l'ho fatto arrivare prima di me, e cosi lui mi ha anche urlato HO VINTO IO!
ho sorriso ed ho continuato a correre, come se niente fosse.
in realta' ho pensato che molti di noi hanno avuto un periodo, come quel bambino, in cui hanno pensato che impegnandosi in qualcosa avrebbero poi vinto, e gli altri avrebbero tifato sempre per vederli trionfare, senza particolarismi e senza invidie inutili.
ed ho anche pensato che quello che spero, per quei bambini li e per i bambini che affollano tutti i parchi, e' un futuro meno incerto e spietato del nostro.
e poi invece quello che spero per i genitori, e per tutte le persone che amo e di cui non posso fare a meno, sono 100 metri come quelli, affianco ai propri giochi, sorridenti e vincenti, come bambini.

Tuesday, September 29, 2009

sogni di giovinezza.

ieri sono uscito presto, intorno alle 15.30, a fare un giretto in bici.
ho pensato che la bici effettivamente ti fa bruciare calorie, ti porta a vedere scorci di bologna che magari avevi dimenticato, ad imparare i nomi nuovi delle vie o a ricordare quelli vecchi, a passare in controsenso con un tir in arrivo e frenare in modo fantozziano, ed anche a maledire tutti coloro che camminano sulle corsie per le biciclette con l'atteggiamento di chi pensa: MA PERCHE', LE BICI ESISTONO DAVVERO E QUESTA SAREBBE LA LORO CORSIA?
insomma, mentre camminavo ho pensato che in questi non ridenti giorni avevo per esempio bisogno di un interesse, di uno stimolo nuovo, di una distrazione, o forse anche solo di una follia.
abbandonata l'idea di comprare un longboard (ho l'equilibrio di un triciclo)o di fare paracadutismo (non ho pannolini da testare) ho pensato che magari potevo prendermi una chitarra acustica, amplificata, e magari riprendere a suonicchiare. o mettermi a suonare piu' seriamente. o qualcosa di simile, ma ad un costo praticamente irrisorio visto che non navigo nell'oro, nemmeno nell'argento, ma piuttosto nella birra, per chiudere un cerchio alla ZUCCHERO D'ANTAN.
e cosi, nemmeno troppo convinto, mi sono recato da SCOLOPENDRA, noto negozio di usato della citta' felsinea, tanto per sentirmi ggiovane ed anche un pochettino rock e che ne so? and roll?
mi sono trovato immerso nelle seicorde, un po' intimidito, e ovviamente con pensieri tipo: questa non mi piace, io ne voglio come al solito una che non c'e' al prezzo di un calzascarpe, quel tipo che sta provando la gibson mi sta deconcentrando da quanto e' scarso, se mi sentono suonare questi non mi vendono niente, e cosi via.
ed ecco che sulla mia strada per l'uscita si materializza la sezione FENDER TELECASTER del negozio.
premetto: quando ero un teenager la telecaster era piu' che un sogno, era un'ossessione, una cosa che da sola ti dava un senso all'adolescenza oltre brenda di beverly hills anche se kelly era un pochino piu' frivola e ne mollava a tutti, perfino a steve.
per la cronaca, al di la del mio chiodo fisso, la telecaster e' la chitarra piu' bella che ci sia, un capolavoro, un design straordinario, un suono che lo riconosci lontano un miglio, il vertice per chi suona blues rock country e chi piu' ne ha piu' ne metta.
la telecaster suona da sola, tu la guardi ebboh, vai tranquillo.
fatto sta che ce n'era una che costava poco e dunque chiedo al commesso come mai....lui mi risponde che ha la tastiera scavata, e infatti la provo e mi distrugge le mie misere dita impedite, ed io mi sento sollevato che a quel prezzo ha un risvolto negativo...purtroppo ieri era giorno di consegne di materiale nuovo, la bagassa mia che scelgo sempre male i giorni di visita.
il commesso mi dice che forse gliene e' arrivata una ad un prezzo contenuto, e in men che non si dica mi passa una TELECASTER MADE IN MEXICO ARCTIC credo del 2000.
costa quanto quella scavata, ma e' la mia, visto che non e' scavata, e' leggera, suona benissimo, e mi sorride anche.
ecco, io non suono la chitarra, io da anni non suono piu' nulla, ma quando ho sentito un arpeggio avvolgere il retro del negozio e l'ho appoggiata sulle ginocchia ho pensato che un oggetto simile me lo meritavo, mi avrebbe fatto bene, non so.
mia mamma, interpellata mentre uscivo dal negozio, mi ha detto che secondo lei dovevo rientrare e farmi del bene, che a volte ci vuole una pazzia.
e' per questo che ora ho una chitarra elettrica e sono felice.
bella, eh?

Archivieddo